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Spese folli in Cina, la Federcalcio ore pone un freno

La federcalcio della Cina corre ai ripari di fronte alla spesa «irrazionale» dei club per trasferimenti e compensi di giocatori stranieri con «apposite misure» immediate per stroncare una bolla...

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La federcalcio della Cina corre ai ripari di fronte alla spesa «irrazionale» dei club per trasferimenti e compensi di giocatori stranieri con «apposite misure» immediate per stroncare una bolla finanziaria-sportiva che rischia di compromettere il futuro calcistico di una nazione decisa a conquistare il titolo mondiale entro il 2050. Così è stato deciso, con effetto immediato, il “taglio” del numero degli stranieri utilizzabili dai club in ogni partita, che passa da 4 a 3, e obbligando l'inserimento di almeno due under 23 cinesi, tra campo e panchina (uno nella formazione iniziale). A poche settimane dalle follie delle squadre di Shangai per Oscar e Carlitos Tevez, la federazione fa suo il «suggerimento» del 5 gennaio della General Admnistration of Sport of China, sui tetti ai salari e non solo: l'organo di programmazione sportiva ha lamentato che « l'eccessiva spesa per i giocatori stranieri strapagati mentre languono le risorse nelle giovanili ha ostacolato lo sviluppo di lungo termine dello sport». Su calcola che i club, tra acquisti, commissioni sui trasferimenti e salari, hanno speso nel 2016 un totale di 495,6 milioni di dollari all'estero contro i 108,4 del 2015.

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