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Dzeko fa piangere il Cagliari

di Roberto Muretto
Dzeko fa piangere il Cagliari

Il bosniaco decide la gara nella ripresa ma la sua rete sembra viziata da un fallo su Murru

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INVIATO A ROMA. Premessa: la Roma ha vinto e non ha rubato nulla. Il Cagliari però recrimina e protesta perché la rete di Dzeko che ha deciso la partita sembra viziata da un fallo dell'attaccante bosniaco su Murru. I rossoblù se la sono giocata con le armi a disposizione. Hanno subito un avversario più forte, dove la qualità abbonda. Senza le paratone di Rafael il risultato finale sarebbe stato più rotondo. Ma resta la soddisfazione di non essere crollati contro la vice capolista, di avergli reso la vita difficile. Di aver costretto la corazzata guidata da Luciano Spalletti a dover dare fondo a tutte le proprie risorse per portarsi a casa i tre punti e stare incollata alla "lepre" Juventus che continua la corsa. Il finale è ancora più amaro perchè il “giallo” a Barella gli farà saltare la gara col Bologna e il “rosso” a Joao Pedro è difficile da metabolizzare.

Prudenza. Tridente? No. Massimo Rastelli sceglie una strada diversa e comincia la sfida con la Roma con un 4-1-4-1. Borriello è l'unica punta, Farias fa il quarto di centrocampo a sinistra. Al brasiliano il tecnico del Cagliari chiede un grande sacrificio in fase di non possesso. Pisacane è il terzino destro, davanti a lui gioca Isla che diventa il quinto difensore quando si abbassa. Tachtsidis fa da schermo davanti alla difesa. Dessena e Barella formano una cerniera protettiva ed il loro compito è quello di ridurre ai minimi termini gli spazi e aggredire i "cervelli" giallorossi. Spalletti non cambia, schiera la Lupa col 3-4-2-1. Dzeko è il punto di riferimento in avanti, Nainggolan e Perotti alle spalle, giocatori che possono inventare il colpo vincente in qualsiasi momento. De Rossi è il direttore d'orchestra.

Rossoblù guardinghi. Il Cagliari comincia col piglio giusto. La squadra è aggressiva, determinata, pressa alto. Ma col passare dei minuti la Roma guadagna campo, alza il baricentro e gioca molto con gli esterni: Perotti da una parte e Bruno Peres dall'altra, dove Farias non sempre aiuta in copertura. Il pallino è totalmente nelle mani della formazione di casa, mentre i rossoblù fanno fatica a costruire gioco e anche quando hanno la possibilità di sviluppare la manovra, sbagliano l'ultimo passaggio. Sembra quasi che manchi la convinzione per affondare quando si creano le condizioni. La Roma costruisce diverse situazioni pericolose, su due di queste, Dzeko fa cilecca da posizione favorevolissima. Rastelli invita i suoi a salire ma non è semplice perché gli avversari chiudono tutte le linee di passaggio e ripartono, trovando spesso terreno fertile per vie centrali.

Gol dubbio. Il Cagliari torna in campo trasformato. La squadra è più convinta e nei primi dieci minuti crea due-tre situazioni che fanno spaventare i tifosi della Roma. Spalletti si agita, Rastelli imita Pioli e resta in giacchetta. Ma quando sembra che la partita sia più equlibrata, la Roma la sblocca. E' Dzeko a fare centro su un cross di Rudiger ma nell'azione l'attaccante sembra trascinare a terra Murru. Le immagini televisiva confermano che il fallo poteva essere fischiato. L'arbitro è irremovibile e indica il centrocampo. Tante le proteste da parte dei rossoblù che ora devono giocare una gara in salita.

Le carte Joao Pedro e Sau. L'allenatore del Cagliari si gioca la prima dopo 20' della ripresa. E' Dessena a fare spazio al brasiliano. Cambia il modulo, si passa al 4-3-3 con il nuovo entrato molto largo a destra. Il Cagliari ha una reazione, ci prova due volte con Borriello che non è fortunato nelle conclusioni. Dentro anche Sau per Farias per dare ancora più peso al reparto avanzato. La Roma non raddoppia perché trova un grande Rafael sul suo cammino. Il portiere prima respinge una sassata di Perotti e dopo fa altrettanto su una schiacciata di testa di Dzeko (che poi colpisce anche una traversa) e un bolide di Nainggolan. Nel finale c'è spazio anche per l'ultimo arrivato Faragò che rileva Pisacane. Ma non c'è niente da fare. Nel finale arriva prima l'ammonizione di Barella che gli farà saltare la gara col Bologna e dopo l'espulsione di Joao Pedro: fallaccio (inutile) su Strootman. Per il brasiliano è una giornata da dimenticare più in fretta possibile. Il Cagliari torna a casa ancora a mani vuote. Tanto rammarico perché il gol che decide la sfida è macchiato da un fallo su Murru. Non è il caso di fare drammi, perdere all’Olimpico è nella logica delle cose. Ma forse qualche volta in campo serve un po’ più di coraggio e un po’ meno timore reverenziale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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