Mignani, il successo spiegato in 3 mosse «Risultato che pesa»
I cambi, la conferma di Cossu e il discorso nell’intervallo, ecco come l’allenatore ha cambiato la storia della partita
OLBIA. Scacco matto in tre mosse. Quando si dice incidere dalla panchina. C'è impresso a fuoco il marchio di Michele Mignani nella vittoria dell'Olbia in rimonta contro il Pontedera. Tre mosse che hanno cambiato la storia della partita, indirizzando quella metamorfosi che ha portato i bianchi, sotto per 2-1 alla fine del primo tempo, a ribaltare la gara nella ripresa. In ordine di importanza: cambi azzeccati, a partire da Ogunseye autore del gol vittoria. La scelta di tenere in campo Cossu, a dispetto del pantano che sostituiva il prato verde. E, ultima ma non ultima, quella più nascosta: la svolta impressa negli spogliatoi con l'ingresso di una squadra che capiva come giocare su un campo ai limiti della praticabilità, per le raffiche di pioggia che hanno sferzato il Nespoli dalla serata di sabato.
«Questa è una vittoria che vale tanto, perché permette di tenere alto il morale e ripartire con il piede giusto dopo una lunga pausa del campionato che rappresentava un'incognita - spiega il mister dell'Olbia -. La classifica dice che abbiamo 3 punti in più (31 e a meno 1 dai playoff), ma soprattutto che lasciamo dietro una concorrente diretta per la salvezza come il Pontedera».
L'Olbia si è adattata meno bene degli avversari in avvio a un campo di gioco più consono agli sport acquatici che al calcio, ma di fatto nel secondo tempo il Pontedera non è esistito e i bianchi hanno meritato i tre punti. «Sono felice perché siamo stati capaci di riprendere questa partita per i capelli, anche se il campo non ci permetteva di giocare il nostro tipo di calcio - conferma Mignani -. La cosa più positiva è stata l'atteggiamento dei ragazzi, che hanno creduto sempre nella possibilità di ribaltare il risultato».
Quando si dice il lavoro della società: dei nuovi acquisti subito in gol Ogunseye e Ricci che ha risolto nel finale un paio di situazioni complicate. «Che devo dire, Ogunseye ha segnato il gol vittoria. Più di così? Ricci ha convinto, nel finale con un'uscita bassa e una alta al limite dell'area ha risolto situazioni complicate - sottolinea il mister genovese -. Per quanto riguarda la scelta di tenere Cossu in campo speravamo che, nonostante il terreno di gioco non fosse adatto alle sue e le nostre caratteristiche, con la sua umiltà ed esperienza potesse darci una mano. E poi ci serviva sui calci piazzati».
Scelta azzeccata: due cross e due gol. Percentuale netta. La metamorfosi nella ripresa? «Credo che il Pontedera abbia interpretato meglio di noi il primo tempo, anche se ha trovato i gol su situazioni casuali, nonostante il secondo fosse un tiro che poche volte si vede su campi del genere - spiega Mignani -. Il secondo tempo la gara è girata, noi dovevamo recuperare e siamo stati bravi a dare qualcosa in più, non mollare mai e strappare una vittoria fondamentale». Prove tecniche di quella consapevolezza e maturità che è il dolce approdo di una navigazione perigliosa. «Non so se siamo più forti a livello interiore, se siamo più convinti, diciamo che me lo auguro - conclude Michele Mignani -. La società ha dimostrato di voler crescere con acquisti importanti, noi dobbiamo essere bravi a meritarci i complimenti sul campo».
Giandomenico Mele
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