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Olbia in rimonta, vittoria di testa

di Guido Piga
Olbia in rimonta, vittoria di testa

Sotto con il Pontedera, i bianchi trionfano nel finale con le incornate di Geroni e Ogunseye

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OLBIA. Cosa si sono persi. Tutto quello che ha tenuto i tifosi lontani dal Nespoli, tutto quello che avrebbe potuto rovinare la partita dell’Olbia contro il Pontedera - il vento, la pioggia, il freddo -, alla fine è stato tutto ciò che ha reso la sfida palpitante, emozionante, avvincente dai primi minuti fino agli ultimissimi. Quelli che hanno dato all’Olbia la giusta, meritata vittoria in rimonta, con il gol di testa segnato dal nuovo arrivato, l’attaccante Ogunseye, all’87’. Una remuntada pazzesca, da batticuore: Olbia subito avanti, poi raggiunta e superata, poi ancora di nuovo in parità e infine vittoriosa per 3-2. Roba forte, da brividi.

Come non accadeva da tempo, è stata una partita di quelle all’antica, di nervi più che di testa, di resistenza più che di classe. Il Nespoli inzuppato come una spugna - in alcune sue parti più che in altre, per esempio molto di più nell’area sotto la “curva mare” che nell’altra area di rigore, e questo avrà un suo peso - ha regalato colpi di scena uno dietro l’altro: il gol dell’1-0 per l’Olbia patrocinato da una pozza; il pari dei pisani aiutato da un accumulo d’acqua e più ancora da un erroraccio di Pisano in disimpegno; il vantaggio ospite arrivato con un eurogol da 35 metri che l’autore, Kabashi, potrà raccontare per decenni. In mezzo, una partitaccia: più rugby che calcio, per la verità. Campo più favorevole al Pontedera, squadra di giocatori buoni ma non buonissimi, a eccezione di Santini, un centravanti tanto forte tecnicamente quanto debole caratterialmente (infatti l’allenatore lo sostituirà per evitargli l’espulsione per il troppo nervosismo palesato). L’Olbia, nel pantano, non si è espressa come sa. Piredda e Cossu, ovvero i più tecnici in assoluto, in quelle pozzanghere sembravano due pesci fuori dall’acqua. Ma è proprio con la testa, e di testa, che l’Olbia ha acciuffato prima il pareggio, poi la vittoria. Con due azioni fotocopia: punizione dal vertice e corner di Cossu - giustamente tenuto in campo da Mignani, che aveva mandato in panchina Piredda - incornate di Geroni (2-2) e Ogunseye (3-2) nell’area di rigore sotto i tifosi ospiti - 33, secondo la polizia, quelli arrivati da Pontedera in un viaggio in nave da Livorno raccontato come terribile -, quindi in quella parte di campo un po’ più asciutta. Tutto calcolato, verrebbe da dire. Un po’ di fortuna, anche, ma ogni tanto ci sta.

La buona sorte sembrava dalla parte dei bianchi, dopotutto. Alla prima vera azione, al 13’, già in gol. Mischia nell’area dell’Olbia; Dametto libera bene, servendo un assist chilometrico a Ragatzu; il bomber di Quartu sfrutta alla grande il tempo, lascia che la palla sia fermata da una pozzanghera, i difensori pisani sono spiazzati, lui punta la porta e la manda in fondo al sacco.

Su un campo così, può succedere di tutto. Infatti al 21’ il Pontedera va vicinissimo al pareggio: tiro di Santini fuori di un soffio. Un minuto dopo, ancora Olbia: Cossu lancia Kouko sulla sinistra; l’attaccante calcia a incrociare, ma la palla viene rallentata dall’acqua e, a portiere battuto, è allontanata da un difensore.

Ma i tiri mancini del terreno di gioco (tutto sommato, ha retto bene alla pioggia caduta durante la notte e, a tratti, anche nel corso della partita) non sono finiti. Pisano, 231 presenze con il Cagliari, non uno qualunque, sbaglia il retropassaggio al portiere, Ricci, preso e subito schierato titolare. Un errore brutto brutto: la palla si inchioda, Santini è lesto, la prende e insacca (26’). Ora c’è solo il Pontedera, Olbia scioccata. E i pisani vanno pure in vantaggio, un po’ per caso: Kabashi calcia a rientrare, da 35 metri, e trova l’angolino giusto per battere Ricci (32’). Poi sfiorano il tris: bravo Ricci su Santini (35’), scarso Bonaventura che calcia a lato da buona posizione (38’).

Nella ripresa, Mignani cambia l’Olbia: fuori Piredda, Ragatzu e Muroni e dentro Feola, Ogunseye e Capello. Schierati con il 4-2-4, quindi con quattro attaccanti e con l’idea di colpire dove il campo permette di giocare, i bianchi riescono nell’impresa. Vanno spesso sulle fasce, ottenendo nei minuti finali i cross decisivi. Al 38’ st, Cossu batte una puzione dal vertice e Geroni svetta su tutti (2-2). Al 42’ st, Cossu lo calcia un corner e Ogunseye si presenta nel migliore dei modi: vola in alto, buca la porta e dà all’Olbia una grande vittoria.

Di cuore, e di testa.

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