La Nuova Sardegna

Sport

motori sotto choc

«Ecclestone licenziato» Fine di un’epoca in Formula 1

LONDRA. L'ufficializzazione arriverà solo oggi, ma evidentemente l'interessato ha voluto scegliere tempi e modi per la sua uscita di scena, clamorosa non meno che inattesa. Bernie Ecclestone non è...

2 MINUTI DI LETTURA





LONDRA. L'ufficializzazione arriverà solo oggi, ma evidentemente l'interessato ha voluto scegliere tempi e modi per la sua uscita di scena, clamorosa non meno che inattesa. Bernie Ecclestone non è più il gran ciambellano della Formula Uno. Per usare le sue stesse parole, è stato «deposto». Come succede ai regnanti, in quella monarchia rombante e luccicante che è stata la F1 per 40 anni. Quattro decenni che hanno trasformato i Gp, sublimando le corse automobilistiche in eventi planetari. Non più, non solo, appuntamenti sportivi ma intrattenimento, spettacolo, globalizzazione. E soprattutto show-business, una macchina che fattura centinaia di milioni di dollari ogni anno. Artefice, demiurgo, ispiratore di questa trasformazione è stato Ecclestone. Visionario quanto spregiudicato, controverso non meno che abile negoziatore. Un piccolo gigante che per quattro decenni ha saputo trovare equilibri non scontati con le grandi case automobilistiche così come con Primi ministri o Emiri di turno. Da oggi l'incarico di ad del Formula uno Group passerà a Chase Carey. Un passaggio di consegne solo temporaneo se si confermeranno vere le indiscrezioni secondo cui sarà l'ex Ferrari Ross Brawn ad assumere presto pieni poteri. A Ecclestone, è stato offerto il ruolo di presidente onorario. «È vero, in realtà sono stato deposto, licenziato» ha detto il milionario inglese ad Auto Motor und Sport. «Le mie giornate in ufficio saranno più tranquille - ha aggiunto Ecclestone -. Non so ancora quanti Gp seguirò, ma di sicuro mi vedrete ancora sui circuiti. Ho ancora moltissimi amici in Formula 1. E ho abbastanza soldi per assistere alle gare». La sua estromissione non solo è un ulteriore passo in avanti della Liberty Media nel pieno controllo del circus automobilistico. Ma è soprattutto un segnale che i tempi sono già cambiati. Se Ecclestone ha avuto il merito di aprire nuovi mercati ad Oriente - da Qatar a Shanghai, dal Bahrain a Singapore, e ancora Abu Dhabi e Sochi - l'intenzione della nuova proprietà è ripristinare una forte presenza negli Stati Uniti, con l'ingresso di altri Gp, a discapito del Vecchio Continente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative