L’Olbia come in F1, vincente sul bagnato
La classe di Cossu ha fatto la differenza nel Nespoli allagato. Ma col Pontedera è stata anche la vittoria dell’organizzazione
OLBIA. Olbia e Pontedera hanno giocato al Nespoli - sia consentito il paragone - nelle stesse condizioni di auto da Formula 1 con le gomme slick da asciutto impegnate su una pista bagnata. Tenersi in piedi era la preoccupazione massima dei giocatori, in particolare di quelli galluresi, oggettivamente più tecnici, a cominciare da Cossu e Piredda, degli avversari pisani. Impossibile vedere bel calcio, su un campo ai limiti della praticabilità, con intere zone - specialmente quella vicino alla porta sotto la curva mare - trasformate in piscine.
Ma proprio quando le condizioni sono cambiate, quando l’Olbia si è trovata ad attaccare verso la porta dell’area spogliatoi, a tratti asciutta, sono emersi i veri valori e ha potuto ribaltare una partita pazza, cominciata bene (1-0, gol di Ragatzu) e poi andata avanti in modo orribile, con lo svantaggio per 2-1 alla fine del primo tempo.
Sempre riprendendo il paragone con la F1, è come quando i maghi della pioggia delle quattro ruote si trovano a correre su una pista mezzo bagnata e mezzo asciutta: in quelle situazioni estreme, la loro classe viene fuori. Nel calcio, e nell’Olbia di domenica, nei minuti finali, in quel fazzoletto di terra un po’ più accogliente, ha trionfato il talento di Cossu.
Il capitano, tenuto con intelligenza in campo da mister Mignani, si è allargato a sinistra, con Capello largo a destra e Kouko e Ogenseye centrali. E da lì, Cossu, saltando le pozze, ha inventato calcio, costringendo il Pontedera sulla difensiva, obbligando i suoi difensori a spazzare l’aria come meglio potevano o a fermare i bianchi con le cattive. Ne sono venuti fuori un calcio di punizione un calcio d’angolo, tutt’e due battuti dal capitano, che hanno dato all’Olbia prima il pareggio (2-2, gol di testa di Geroni), poi il gol della vittoria (3-2, gol sempre di testa di Ogunseye: un gran debutto, per lui).
Una vittoria di testa, era il titolo del giornale di ieri. E non solo perché Geroni e Ogunseye hanno usato quella parte del loro corpo per fare male al Pontedera, ma perché l’Olbia la vittoria l’ha voluta, con grande determinazione, e l’ha appunto costruita, con la ricerca delle giocate più adatte a un campo difficilissimo.
Ci sarà stata anche un po’ di fortuna, mai troppo amica dei galluresi in questo campionato di serie C, ma anche tanta preparazione. Mignani ha preferito tenere Cossu in campo, nonostante il prato fosse il primo ostacolo al suo talento, perché sapeva che il capitano avrebbe potuto inventare comunque calcio. Così è andata.
E l’Olbia ha puntato sul gioco aereo non solo perché davanti aveva Kouko e Ogunseye, che sono abbastanza alti, ma anche perché - l’ha spiegato Geroni a fine partita - sapeva che il Pontendera soffriva il gioco aereo. «Ce l’ha fatto vedere più volte l’allenatore in seconda Filippi» ha spiegato Geroni.
Quindi, in quella che poteva essere una lotteria, l’Olbia ha giocato con la testa, pensando a sfruttare tutte le migliori situazioni possibili. È incoraggiante che sia andato tutto per il verso giusto, soprattutto nell’ottica delle prossime partite (in trasferta contro la Pro Piacenza) e con la consapevolezza che i nuovi arrivati - dal portiere Ricci all’attaccante Ogunseye - possono fare ancor di più la differenza. Insieme a Benedicic, uno che vale molto e che molto potrà fare. (g.pi.)
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