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E Federico Pasquini applaude il gruppo: è la vittoria del «noi»

di Mario Carta
E Federico Pasquini applaude il gruppo: è la vittoria del «noi»

Il coach del Banco: «La svolta con la difesa nella ripresa Adesso ci aspetta un febbraio intrigante, avanti così»

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SASSARI. E’ sempre una partita speciale, quando dall’altra parte del parquet c’è Reggio Emilia. Ed è sempre una vittoria speciale, quando batti Reggio Emilia. Così a fine gara in sala stampa Federico Pasquini è un po’ più soddisfatto del solito, e al mezzo sorriso che lo distingue dopo le imprese dei biancoblù aggiunge un mezzo sopracciglio sollevato, in segno di esultanza. Ma la sua analisi è come sempre rigorosa, e puntuale.

«Sapevamo delle difficoltà che avremmo incontrato contro Reggio – esordisce il coach della Dinamo –, sia per la qualità dell’avversario che per il momento difficile che stanno incontrando. E sapevamo che avrebbero dato tutto per riscattarsi. Sono molto contento, dunque, per questo successo. La chiave è stata dopo l’intervallo, quando abbiamo girato la partita. Abbiamo capito cosa stavamo facendo male, abbiamo alzato il livello dell’intensità difensiva e abbiamo cominciato a coinvolgere i lunghi. Siamo stati meno prevedibili, e il parziale del secondo tempo ci ha premiati».

La Dinamo scala posizioni, si issa sul quarto scalino del campionato scavalcando proprio Reggio, e comincia a entrare in sintonia con il doppio impegno coppa-campionato: «Sono soddisfatto per la nostra risposta dal punto di vista mentale – prosegue Federico Pasquini –, dopo aver giocato e vinto tante partite con le spalle al muro, ci siamo piaciuti: abbiamo puntato sulla difesa nel secondo tempo, e negli ultimi cinque minuti nonostante la fatica l’abbiamo chiusa. Adesso dobbiamo staccare un attimo. Siamo in fiducia ma la fatica resta. Abbiamo un febbraio intrigante e vogliamo andare avanti così, senza accontentarci».

Il coach della Dinamo guarda lontano: «Dobbiamo migliorare, anche nei dettagli – prosegue – dobbiamo sfruttare il momento magari accettando un calo di quantità a favore di un aumento della qualità. No, davvero, non abbiamo affatto la sindrome da pancia piena – conclude Federico Pasquini – non sarebbe possibile, in un gruppo che fa dell’altruismo la sua prima virtu: chiunque tra questi dodici giocatori mette sempre il “noi” davanti all’”io” ed è da questo che parte l’entusiasmo del gruppo, ed è con questo che si vincono anche queste partite. Qui ce ne sono pochi, che guardano il tabellino»,

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