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Olbia bruttissima, sconfitta meritata

Olbia bruttissima, sconfitta meritata

Galluresi ko contro la Pro Piacenza, al momento sono fuori dai playoff. Soliti errori in difesa e sterile possesso palla

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PIACENZA. Non basta l'estetica, il gusto del bello; non è sufficiente conquistare percentuali bulgare in quanto a possesso palla se, alla resa dei conti, si scopre che il portiere avversario può tornare a casa con i guantoni pressoché lindi. E così, tocca raccontare di un Pro Piacenza-Olbia che mette a nudo tutti i limiti dei galluresi, incapaci di tramutare in soldoni l'enorme mole di gioco prodotta in uno stadio Garilli semi-deserto.

Decide a favore dei piacentini un gol per tempo, con il primo sigillo, griffato da Barba, che giunge nel momento di massima brillantezza di un'Olbia che nello svantaggio minimo affoga per poi riprendersi nel corso di una ripresa dove sono però innumerevoli le chance concesse in contropiede ai rossoneri. E infatti, poco dopo la mezz'ora, l'ennesima incursione piacentina costa la chiusura anticipata delle ostilità e l'abbandono dei galluresi al plotone delle "magnifiche sorelle da playoff".

Mignani non riserva particolari sorprese nell'undici iniziale dei bianchi, piazzando il baby Tetteh (17 anni) al posto dello squalificato Marco Piredda e schierando, contro la difesa di casa, il tandem Kouko-Ragatzu, con Ogunseye relegato in panchina e che, quando gli sarà concessa opportunità di metter piede in campo (a proposito, terreno di gioco disastrato), creerà più di un'apprensione ai difensori rossoneri.

L'avvio è promettente. La tela tessuta da Geroni si rivela assai indigesta per una mediana di corridori come quella piacentina e, nei primi 20', l'Olbia piazza le tende nella metà campo avversaria. Numero delle occasioni da rete create? Zero. Ragatzu, addirittura al 34', firma la prima conclusione verso Fumagalli che non deve ricorrere a prodigi per mantenere lo 0-0.

Non servirebbero miracoli nemmeno dalla parte opposta, un minuto dopo, quando la difesa olbiese sbaglia tutto su un’incursione da destra della Pro: prima Cotali, poi Dametto e il portiere Ricci si fanno anticipare dagli attaccanti avversari, cadendo rovinosamente a terra; poi la palla finisce a Barba che quasi non crede ad un simile regalo, brucia Pinna e insacca di testa.

Nella ripresa Pisano non fa rientro in campo causa infortunio (sospetta frattura al setto nasale), al suo posto Quaranta) e l'Olbia pare in grado di reagire. Dopo soli 7’, è sul destro di Muroni il pallone del pari: il suo sparo in diagonale sull'assistenza di Cossu è centrale e nemmeno il tap-in dopo la respinta di Fumagalli regala gioie: pallone alto.

La Pro la fa franca e trova spiragli sempre più invitanti in una metà campo in cui il terzetto di centrocampo fatica a sdoppiarsi nel duplice ruolo di copertura e rifornimento alle punte. Bomber Pesenti vive una giornata nerissima e fallisce alcune ottime chance per chiudere in via anticipata la contesa. Imitato da Bazzoffia che crea però sconquassi con le sue accelerazioni a destra.

L'Olbia si limita a stucchevoli ghirigori e così, al 33', ecco materializzarsi il castigo: Aspas ruba palla a metà campo e spedisce in porta Pesenti che, questa volta, premia un Musetti in versione cecchino e che, dal dischetto del rigore, fa secco Ricci. Si rischia pure il tris, con Nicola Pozzi che si presenta con un sinistro da due passi che Ricci respinge.

Sarebbe stato troppo anche per quest’Olbia scolastica e mai pericolosa: compiacersi dinnanzi allo specchio non è la strada giusta per arrivare agli spareggi di fine stagione.

Corrado Todeschi

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