Fare gol è il mio mestiere Cagliari? Un grande amore
Marco Sau tra presente, passato, futuro e un sogno: «Giocare nel nuovo stadio» L’attaccante finora ha realizzato quattro reti: «Potevo fare sicuramente meglio»
CAGLIARI. È l’idolo dei tifosi. Il marchio di fabbrica di un Cagliari al quale il presidente Giulini vuole dare un’impronta sempre più sarda. Marco Sau da Tonara è il bomber per eccellenza. Anche se nelle ultime stagioni, complici alcuni problemi fisici, “Pattolino” (così lo chiamano i compagni di squadra) non è riuscito a fare gol con continuità. È anche il giocatore della serie A più sostituito in assoluto, un record del quale farebbe volentieri a meno.
La possiamo chiamare ancora bomber?
«Non lo so, anche perchè non riesco più a fare gol. Domenica scorsa la fortuna non mi ha aiutato ed è stato un peccato perchè se avessi segnato nel primo tempo, probabilmente avremmo vinto».
Col Bologna ha fatto il centrocampista di sinistra. Il mister come è riuscito a convincerla a giocare in quel ruolo?
«Lui decide e noi ci adeguiamo. È superfluo dire che quello non è il mio ruolo ma credo di essermela cavata bene».
Magari in futuro cambierà modo di giocare?
«Ho 29 anni e sono nel pieno della maturità. Fare il centrocampista è dispendioso, richiede grande sacrificio. Io resto un attaccante».
Visto come è andata domenica, il mister potrebbe chiederle un altro sacrificio?
«Penso che possa succedere. Se sarà così sono pronto a dare il massimo».
Ma così non diventa ancora più difficile fare gol?
«Spendi tante energie perchè devi garantire copertura in fase di non possesso ed è normale che perdi un po’ di lucidità davanti alla porta. Ma la cosa più importante è che il Cagliari vinca le partite».
Borriello 10 gol, Sau 4, è un po’ invidioso?
«Per nulla. So benissimo che potevo segnare qualche rete in più. Sono contento per Marco, sta facendo molto bene. Spero di sbloccarmi presto, magari già contro l’Atalanta. Inutile negare che per un attaccante fare gol è fondamentale».
Borriello vincerà la scommessa fatta con Vieri?
«Lo spero per lui e per noi. Ha la possibilità di realizzare 15 reti perchè Marco è un giocatore di grande livello. E poi farsi le vacanze gratis è un grandissimo stimolo».
Siete praticamente salvi, c’è il rischio che vengano a mancare gli stimoli?
«Intanto saremo tranquilli quando lo dirà la matematica. E poi quando scendi in campo pensi solo a portare a casa il risultato. Inconsciamente l’appagamento può subentrare ma non credo sia il nostro caso. Vogliamo arrivare più in alto possibile».
Perchè in trasferta finora è andata così male?
«Probabilmente dobbiamo correggere qualcosa. Anche se nelle ultime due gare siamo cresciuti e abbiamo perso per degli episodi. Dobbiamo fare meglio e mi auguro che questo succeda già a Bergamo».
Quanto le ha dato fastidio finire in panchina?
«Credo non piaccia a nessuno stare fuori. Le scelte vanno accettate anche se può capitare che non le condividi».
Il suo rapporto col mister?
«C’è un dialogo aperto. Si parla, ci si confronta ma poi spetta a lui decidere se farmi giocare o no. Io negli allenamenti e in partita non mi risparmio mai».
Domenica a Bergamo sarà durissima?
«L’Atalanta non è la squadra che abbiamo incontrato all’andata. Sappiamo come giocano e conosciamo i loro punti deboli. Proveremo a sorprenderli. Ci sarà da lottare».
Quanto manca un giocatore come Joao Pedro?
«Uno come lui può fare la differenza. Speriamo che gli venga ridotta la squalifica. Non ci aspettavamo una punizione così pesante. Magari potrà giocare contro la Juventus.
È’ tornato Ibarbo. Quanto potrà incidere?
«Intanto mi auguro che abbia stimoli e voglia di dimostrare quanto vale. Non avrà problemi ad integrarsi in un ambiente che già conosce. Verrà accolto bene, il nostro è un gruppo aperto. È un giocatore che ha numeri importanti e può darci una mano»
Ha mai pensato di poter lasciare il Cagliari?
«Qui sto benissimo. Mi sento stimato, ho la fiducia di tutti. Ho la fortuna di essere a casa mia, non è poco. Sinceramente non mi sono posto questo problema».
Cagliari a vita quindi. Qual è il sogno nel cassetto?
«Intanto fare tanti gol con la maglia rossoblù e far gioire i nostri tifosi. Mi piacerebbe tantissimo giocare nel nuovo stadio, non vedo l’ora venga costruito. Spero di fare in tempo a far parte della squadra che tornerà a giocare le Coppe Europee. Il presidente ha progetti ambiziosi, sarei felice se potessi dare il mio piccolo contributo per aiutarlo a realizzarli».
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