«È solo il primo tempo, ma noi siamo pronti»
Coach Federico Pasquini chiede ai suoi costanza e maggiore profondità nel gioco «Vietato guardare il punteggio, nei playoff i conti si fanno alla fine degli 80’»
SASSARI. Comincia la parte “croccante” della stagione. Succosa, la definisce Federico Pasquini: «Col Nymburg è la prima partita, anche se sugli 80 minuti, da dentro o fuori. Poi le Final Eight di Coppa Italia. Ecco i nostri obiettivi, per i quali siamo abbastanza pronti».
Solo “abbastanza” perché non ci si può vantare, ma è già abbastanza per essere ottimisti, alla luce di quanto il coach Dinamo mette sui due piatti della bilancia. Da una parte il rischio di un approccio sbagliato stasera in Champions, il rischio del non sapersi rapportare a una partita della quale quella di stasera è solo il primo tempo. Sull’altro piatto la prestazione di domenica scorsa a Brescia, dalla quale però Pasquini trae le sue più profonde e ottimistiche convinzioni.
«Ho riguardato la partita – spiega –, nella quale abbiamo battuto tutti i possibili record negativi in attacco della storia della Dinamo. Eppure... io che difficilmente mi esalto dopo una vittoria sono soddisfatto per questa sconfitta, che mi ha fatto capire di avere una squadra con la esse maiuscola. Venivamo da un periodo di vittorie, mancava Dusko e, ripeto, non è una scusa. Loro in casa ne danno 20 o 30 a tutti e noi abbiamo tenuto a 56 punti una squadra che ne fa 91. Eravamo sotto 42-27 e siamo rientrati con una grande difesa fino a meno due, e se fosse entrato qualche canestro...»
«Ora il Nymburg – prosegue Pasquini –, il nostro primo match da dentro o fuori. L’errore più grande che potremmo fare è guardare il tabellone, cercare il vantaggio quarto per quarto. E’ solo il primo tempo, contro una squadra completa, forte negli esterni, concentrata sulla Champions, da rispettare. Ma noi dovremo avere una maggiore profondità rispetto a quella espressa a Brescia».
Savanovic recupera? «Speriamo». Carter ancora criticato. «A Brescia non segnava nessuno. Anche Carter». Lawal può essere ancora determinante? «Sta giocando sempre molto bene, non solo a Brescia». Poi, il fattore campo. Quello garantito dai tifosi della Dinamo, che la società spera siano numerosi come in occasione del match contro il Partizan Belgrado, e quello del match di ritorno fra due settimane nella Repubblica Ceca, dove in Champions nessuno ha mai vinto. «Non dobbiamo partire con l’idea di dover vincere di 20 qui a Sassari, altrimenti perdiamo. Non dobbiamo essere psicotici, e dovremo trovare la massima continuità. Stiamo bene, abbiamo un 11/15 di vittorie che in questo periodo nessun altro in Italia può vantare, e a Brescia ho visto una squadra – ripeto – con la esse maiuscola».
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