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Hubalek: «La mia Sassari è più forte e passerà»

Hubalek: «La mia Sassari è più forte e passerà»

L’ala pivot della Repubblica Ceca, ex biancoblù, presenta il match di stasera e saluta gli amici sardi

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SASSARI. E’ un amico della Dinamo e di Sassari, è nato nella Repubblica Ceca. Jiri Hubalek, 35 anni, ala grande, ha vestito biancoblù dal 2009 al 2011, a cavallo del Grande Salto. 54 presenze e 824 punti dopo, presenta la sfida con il Nymburg.

Lei è nato a Praga, a poco meno di 60 chilometri da Nymburg. Cosa sa dei prossimi avversari della Dinamo in Champions League?

«Il Nymburg ha un buon allenatore, Ronen Ginzburg. E’ anche il ct della Nazionale. Da anni domina nella Repubblica Ceca, vince sempre in campionato e in coppa, però va detto che il livello del loro campionato non è quello della serie A italiana».

Anche in Champions il Nymburg si è comportato bene, passando il girone in virtù della sua imbattibilità casalinga.

«Vincere in casa deve essere sempre il punto di partenza per le squadre che vogliono fare strada, ma anche da questo punto di vista la Dinamo è avvantaggiata, perché a Sassari quando vinci ti diverti... un be’».

La Dinamo può passare il turno?

«Secondo me la Dinamo è superiore al Nymburg, e soprattutto davanti ai suoi tifosi non avrà problemi. Sarà invece più dificile fuori casa, nella gara di ritorno. A Praga in questo periodo si sta benissimo, la città piena di neve è uno spettacolo. Fa un po’ di freddo, anche -20 gradi, ma al palazzetto accenderanno il riscaldamento. Poi, come sempre nello sport e nel basket in particolare tutto può succedere, il risultato è sempre aperto e le partite durano 40 minuti, anzi 80 fra andata e ritorno. E in questo modo ogni canestro può essere decisivo. Ma come talento credo che Sassari sia decisamente superiore».

La Dinamo?

«La Dinamo in questo periodo sta giocando bene e sono proprio curioso di vedere la partita contro il Nymburg, conosco giocatori di entrambe le squadre».

Le manca Sassari?

«Cerco di starci il più possibile ma non è mai abbastanza. Si sta troppo bene. Anzi, ne approfitto per ringraziare gli amici del Cus Sassari che mi ha permesso di allenarmi e mantenere una buona condizione. Mi hanno sempre dato una grande mano».

Ma non è che lei sia rimasto fermo. Ha girato il mondo, scoprendo il basket anche dove si potrebbe pensare che il basket non esista.

«Non sto fermo mai, a me piace giocare, perciò in questi anni ho viaggiato un po’».

Dopo la Dinamo il Petrochimi in Iran, Al Mouttahed a Tripoli, Napoli e Venezia, poi Al-Hilal Riyad in Arabia Saudita, Libertad Sunchales e Sionista Paraná in Argentina, e ancora Italia: Matera e adesso Imola in Legadue, dove viaggia a 10 punti di media.

«Ho giocato a basket e ho conosciuto culture diverse, e il basket è sempre stato una fonte di gioia e di conoscenza, che mi ha aiutato a crescere».

Il suo obiettivo?

«Giocare, e divertirmi nel farlo»

C'è Sassari...

«Cercherò in qualsiasi maniera di vedere la partita col Nymburg. Poi... Sassari zividimmu presto, come sempre. E forza Dinamo». (mac)

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