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Un altro team rispetto all’andata con la “mente” Dowdell e il “braccio” Pilepic

Un altro team rispetto all’andata con la “mente” Dowdell e il “braccio” Pilepic

SASSARI. Dinamo-Cantù non è mai una partita come le altre. La mente corre indietro al 21 maggio, a gara7 dei quarti playoff 2012-'13, al 95-97 che condanna il Banco all'eliminazione nell'anno in cui...

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SASSARI. Dinamo-Cantù non è mai una partita come le altre. La mente corre indietro al 21 maggio, a gara7 dei quarti playoff 2012-'13, al 95-97 che condanna il Banco all'eliminazione nell'anno in cui Sassari già sembrava pronta a lasciare il segno. Oggi, quartultima in classifica (7/11), la Red October Cantù sembra far meno paura. Sembra. Ma l'ottobre rosso costruito nei “cantieri” di Russia è una macchina da basket che fra cambi al timone e d'equipaggio, ha i numeri e la forza per risollevarsi.

Il 90-69 rifilato a Sassari alla quarta di andata al PalaDesio è lontano ricordo: allora c'era Kurtinaitis in panchina, Waters dettava i tempi in regia, c'era Romeo Travis e c'era Gani Lawal, grande ex del match che in Sardegna ha ritrovato condizione e rinnovato la licenza di volare a canestro.

Un'altra Cantù quindi, ma anche un'altra Dinamo che rispetta ma non risparmia nessuno. La Red October ha nel gioco interno il suo marchio di fabbrica, filosofia ulteriormente rafforzata dall'arrivo di Pat Calathes, un lungo versatile che in area colorata dice la sua senza però disdegnare il colpo dalla lunga. Calathes, ma anche e soprattutto JaJuan Johnson, ben noto al campionato italiano, presenza, elevazione, energia. La manovra canturina si sviluppa lungo le linee di una continua ricerca dei suoi due lunghi, con l'intento di innescare la giocata personale o far collassare la difesa riaprendo poi sul perimetro. Occhio alle due torri, ma occhio anche al cervello del roster, Zabian Dowdell, mancino Usa pericoloso in avvicinamento e bravo nel servire i compagni (7 assist a partita): dopo 45 giorni di stop forzato ha ripreso in mano la squadra.

L'ala piccola è Tremmell Darden è invece il collante del team, Pilepic è la guardia, miglior tiratore, capace di creare dal palleggio e fare male dai 6.75. Il quintetto gioca mediamente il 75% dei minuti disponibili, ma la panchina è comunque composta da elementi di valore come Alex Acker e capitan Craig Callahan. Senza dimenticare l'ultimo arrivato, il playmaker David Cournooh, ex Pistoia. Otto giocatori parte delle pur limitate rotazioni orchestrate da coach Bolshakov, con Parrillo eventuale specialista difensivo e Quaglia chiamato a fare legna in caso di problemi di falli nel reparto lunghi.

Giovanni Dessole

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