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L’Olbia affonda a Livorno, è il terzo ko

L’Olbia affonda a Livorno, è il terzo ko

I galluresi sono in una serie nera: squadra troppo timida e rinunciataria, i tre gol incassati per le solite disattenzioni

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LIVORNO. Ko anche a Livorno, terza sconfitta consecutiva, non era mai successo in questo campionato di andare a secco per tre volte. Brutto momento, per l’Olbia: il peggiore dal rientro in serie C. La prestazione dei galluresi è stata tutto sommato buona, ma la maggior esperienza dei livornesi si è fatta sentire.

La trasferta si presentava proibitiva già alla vigilia, considerando che nelle otto precedenti apparizioni al Picchi di Livorno l'Olbia aveva raccolto solamente due pareggi. La storia non è stata rovesciata.

Mister Mignani, senza lo squalificato Piredda, schiera, con il suo 4-3-1-2, nuovamente fra i primi undici Cossu (al rientro dopo l’influenza), Kouko (scontata la squalificata) e l'ex di giornata Ricci, otto presenze fra i pali del Livorno nella scorsa stagione in serie B.

I livornesi prendono subito il controllo del gioco, con i bianchi ben schierati nella propria metà campo per non concedere spazio, provando a ripartire con la spinta sulla destra di Pinna e sfruttando la velocità di un isolato Kouko. Proprio l'attaccante ivoriano, all'8', si inserisce palla al piede fino al vertice destro dell'area di rigore e lascia partire una conclusione sul palo lontano che termina di poco a lato.

In partite bloccate come questa sono gli episodi a far la differenza e, al 18', il Livorno è bravo a far girare a suo favore uno di questi. Galli si inserisce al centro e guadagna una punizione dai venti metri, che lui stesso calcia. Il destro a giro passa in mezzo alla barriera e la sfera rimbalza a terra prima di insaccarsi alle spalle di Ricci per il vantaggio livornese.

L'Olbia è quindi costretta a concedere qualche spazio in più alla ricerca del pareggio e la partita si vivacizza. I due portieri, Mazzoni e Ricci, non sono mai costretti a compiere parate impegnative nella prima frazione di gioco ma restano comunque attenti a sventare sul nascere le azioni offensive avversarie uscendo sempre con sicurezza.

Allo scadere Ragatzu riesce a liberarsi per il tiro dalla distanza ma la sua conclusione termina di poco alta. Rimane ancora qualche secondo da giocare ed il Livorno lo sfrutta al meglio: apertura sulla destra per Maritato che riesce a trovare il fondo per crossare al centro per l'accorrente Valiani che, con un bel destro al volo, sigla il raddoppio proprio prima di rientrare negli spogliatoi.

I primi venti minuti della ripresa, come prevedibile, sono di marca gallurese, nelle cue file entra il centrocampista Benedicic per Tetteh, e complice anche un Livorno rientrato dagli spogliatoi fin troppo rilassato. Ci prova ancora Ragatzu, che riesce ad arrivare alla conclusione più volte senza però trovare il bersaglio grosso. Le occasioni ingolosiscono la squadra di Mignani che si sbilancia alla ricerca del gol per poter accorciare le distanze, prestando così il fianco alle ripartenze di Galli. Al 63' viene annullata una rete a Maritato, dopo una parata di Ricci su conclusione dalla sinistra di Lambrughi e, 10' più tardi, è ancora Ricci a doversi superare su Maritato per evitare di subire il terzo gol. Il portiere dei galluresi non può però nulla sulla conclusione, pochi minuti dopo, di Marchi. Benedicic, al limite dell'area, prova a superare senza successo l'avversario, nel contrasto il pallone si alza e diventa perfetto per il centrocampista livornese che spedisce il pallone all'incrocio dei pali.

L'Olbia non accetta il passivo e continua comunque a provarci riuscendo, nel finale, a trovare la rete della bandiera con il neo entrato Capello, che rende meno amaro un risultato già di per sé eccessivo per quanto visto in campo.

Omar Cortopassi

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