Aru, l’assalto alla “ rosa” comincia oggi nell’Oman
Ciclismo. Primo impegno stagionale per il campione che guarda al Giro d’Italia Sei tappe e tante salite, la più impegnativa venerdì quando si deciderà la corsa
SASSARI. Pronti, via. La stagione 2017 di Fabio Aru comincia oggi con il Tour of Oman, sei giorni e sei tappe sotto il sole. E’ l’esordio stagionale per lo scalatore di Villacidro, che comincia così la lunga marcia di avvicinamento al Giro d’Italia, suo primo obiettivo stagionale dichiarato.
Il capitano dell’Astana, che ha svolto una lunga preparazione alternando Alpi e Spagna, con tanta altura, si sente pronto ma attende la prima verifica sul campo. Senza strafare, pedalata dopo pedalata, per cominciare a conoscersi nella nuova stagione ma anche con un obiettivo non certo secondario: cominciare a crerare l’affiatamento in una squadra profondamente rinnovata rispetto al passato.
Con il Cavaliere dei Quattro Mori sono in corsa nella corsa dell’Emirato, vinta lo scorso anno dall’ex compagno di squadra Vincenzo Nibali, Daniil Fominykh, Jakob Fuglsang, Tanel Kangert, Bakhtiyar Kozhatayev, Alexey Lutsenko, Nikita Stalnov e Andrey Zeits. I direttori sportivi sono Fofonov e Giuseppe Martinelli.
Sei le tappe, la maggior parte della quali adatte ai velocisti ma comunque dense di insidie. Piccole “classiche” giorno per giorno in un territorio che non è completamente pianeggiante, ma ricco anche di monti.
Oggi la prima tappa, un approccio di 176 km senza difficoltà e arrivo in riva al Mar dell'Oman. L’insidia potrebbe nascere dal vento. Il secondo giorno si comincia ad aumentare il passo: 145 km tra Nakhal e Al Bustan e quattro brevi ascese con pendenze medie vicine al 10%. L'ultima verso al Jissah a circa 5 km dal traguardo. Chi aspira alla classifica generale si dovrà guardare dalle fughe, in una tappa che si presta alle imprese solitarie. Giovedì terza frazione, con arrivo in salita sul Quriyat: saranno quasi 3 chilometri con una pendenza media del 7% che comincerà a fare la selezione. Nella quarta tappa ancora salite sui due versanti del Boucher Al Amerat: all’andata 3.8 km all’8.8%, al ritorno 3.2 km con una media del 6.8%. Venerdì la tappa regina, quella che potrebbe assegnare la maglia con la salita di 10 chilometri al 10% di pendenza media sulla Green Mountain. I giochi saranno fatti, quando domenica è in programma la passerella finale a Matrah Cornice, dopo un circuito sul lungomare.
Se Fabio Aru avrà gambe e dovesse trovarsi nella condizione di puntare alla vittoria finale dovrà guardarsi in particolare da Romain Bardet (capitano della Ag2r), Alberto Rui Costa (Uae Abu Dhabi), Greg Van Avermaet (Bmc Racing Team) e dagli specialisti delle volate (ma non solo) Tom Boonen (Quick-Step Floors) Alexander Kristoff (Team Katusha – Alpecin).
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