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Olbia in crisi, società muta ora due sfide per il rilancio

Olbia in crisi, società muta ora due sfide per il rilancio

Il presidente Marino non commenta il terzo ko di fila: Mignani non rischia Contro Piacenza e Giana Erminio i bianchi dovranno fare punti per la salvezza

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OLBIA. La società non parla. E non lo farà durante tutta la settimana. Sul momento più duro dell’Olbia da quando è tornata nella serie C unica - tre sconfitte di fila -, il presidente Alessandro Marino non prende posizione: non pubblicamente, almeno.

Capire che cosa stia provando, non è difficilissimo: è deluso. Che cosa voglia fare, è più complicato da prevedere: ma, almeno prima delle due sfide alla portata dei bianchi (in casa contro il Piacenza, fuori con la Giana Erminio), difficile che possa prendere decisioni drastiche, come l’esonero del tecnico Michele Mignani.

Marino, subito dopo il ko contro il Pro Piacenza, aveva detto che aveva visto all’opera l’Olbia più brutta di sempre da quando è presidente, e si era augurato una pronta reazione da parte dell’allenatore e dei giocatori. Non c’è stata: sette giorni dopo, è arrivata la sconfitta al Nespoli contro la Lupa Roma. Marino, in quell’occasione, non ha commentato. Domenica scorsa, terza scopppola: stavolta a Livorno, senza appello. Nessun commento è arrivato a caldo: un silenzio che continuerà nei prossimi giorni.

L’Olbia, il cui obbiettivo principale è la salvezza, quello secondario i playoff - è attesa da un mese molto impegnativo. Ci sono, prima di tutto, due partite in cui se la gioca alla pari o quasi: domenica prossima, in casa contro il Piacenza (44 punti, tre in più dei bianchi) e, fuori, contro la Giana Erminio (37 punti). Successivamente, il trittico più caldo: in casa contro la Cremonese (ora scesa al quarto posto, con 47 punti), fuori contro l’Alessandria (capolista da record, con 56 punti), in casa contro il Como (39 punti, quinto in classifica).

A metà marzo, anche se l’allenatore Mignani sostiene di non guardare mai la classifica, l’Olbia saprà per che cosa deve lottare: se per una salvezza serena o per una un po’ più complicata.

Momento negativo a parte (l’Olbia non aveva mai perso tre partite di fila), la sensanzione è che, per il valore della rosa, nessuno, in casa bianca, abbia realmente paura di non centrare la salvezza in serie C.

Certo, l’Olbia palesa vistose lacune strutturali (la difesa incassa troppi gol: 37, un numero assai alto, spesso per via di disattenzioni e leggerezze), non ha un vero bomber (appena 9 giocatori a rete, con Capello, capocannoniere della squadra, a quota 8 centri), ma ha un ottimo centrocampo (in cui tornerà Piredda, dopo 3 giornate di squalifica: si è sentita, la sua assenza), un grande giocatore (Cossu) e tutte le carte in regola per uscire da questo piccolo, ma brutto, tunnel. (g.pi.)

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