A Rimini si parla sassarese «Pazienza, riproviamoci»
Oltre 500 tifosi sardi sulle tribune del palasport per stare vicini alla squadra Un charter esaurito in poche ore, supporter arrivati da tutto il Nord Italia
RIMINI. I tifosi della Dinamo cantano all'unisono «chi non salta non ci crede»: alla fine vince Milano ma Sassari fa bene a crederci. Meritava di crederci e riceve anche gli applausi della curva milanese. Ieri, alle 10 del mattino la Dinamo annunciava il soldout del charter Meridiana organizzato dalla società in collaborazione con il suo gold sponsor per collegare la Sardegna a Rimini - e ritorno - in occasione della terza finale di Coppa Italia della storia del club biancoblù. Posti polverizzati in pochi istanti, bruciati da una passione ardente.
Erano le 23 di sabato scorso quando, con le immagini del successo su Brescia ancora fresche, la Dinamo lanciava l'operazione charter, replicando quanto già fatto in passato per spingere la squadra verso il successo. Dopo una notte di passaparola e di chiamate, con il Commando finalmente pronto a superare il Tirreno, alle 14 di ieri pomeriggio 150 supporter della Dinamo hanno occupato i 150 posti sull'aereo atterrando, un'ora dopo, all'aeroporto della cittadina romagnola per poi salire sugli autobus messi a disposizione dalla società isolana pronti a invadere il PalaFiera. La carica dei 150 si fonde a quella degli oltre 300 che da due giorni presidiavano il parquet riminese. Circa 500 sardi, fra trasfertisti di coppa, emigrati e studenti, pronti a far sentire la loro voce, a sventolare le bandiere quattro mori e biancoblù, a far battere i loro cuori sotto il copri curva bicolore.
Renzo arriva direttamente da Bologna, ma non è il solo dato che da ogni parte d'Italia i sardi rispondono presente. Erano in 500 - con in aggiunta una rappresentanza Arsan di Reggio Emilia e possibili rinforzi sparsi per la tribuna - a far sentire la loro presenza ai circa 200 sostenitori dell'Olimpia (una cinquantina gli ultras) arrivati sulla riviera Romagnola. L'immagine di bronzetto fa bella mostra di sé su uno degli ingressi dell'arena, «San Donato c'è» recita uno striscione mentre la famiglia dell'indimenticato direttore generale della Dinamo Giovanni Cherchi porta sulle spalle una maglietta dedicata alla sua memoria: "Giokerki". L'urlo del settore biancoblù è robusto, compatto. Il boato accompagna ogni canestro e ogni errore milanese. In campo, a fine battaglia, vince l'EA7. Sugli spalti l'Isola trionfa. I giganti in maglia rosa rendono omaggio a chi li ha sostenuti. Non un addio, ma un arrivederci. Giovanni Dessole
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