«Peccato, ci siamo andati vicinissimo»
Pasquini: «Volevo vincere, difesa e cuore non sono bastati»
SASSARI. Si può indossare la maglia rosa anche arrivando appena una ruota dietro il vincitore della volata, in una Dinamo che non si sente seconda a nessuno e lo ha dimostrato anche ieri nella finalissima contro Milano. «Peccato, ci avevo creduto, è vero. Poi quel break....». Federico Pasquini nell’imediato dopo partita, prima anche che cominci la cerimonia di premiazione, parla a testa alta: «Peccato – prosegue il coach della Dinamo Sassari –, quelle tre bombe incassate alla fine del secondo quarto li hanno sbloccati. Nel terzo quarto mi aspettavo una loro forte reazione ma noi siamo stati bravi a non disunirci, e siamo rimasti in partita sino alla fine. Sul 75-72 abbiamo avuto dei tiri aperti e se uno fosse entrato adesso staremmo parlando d’altro...»
Una grande partita della Dinamo e una grande partita di Federico Pasquini, in particolare nel presentare un gruppo capace di aggredire il match sin dal via senza timori reverenziali e nel tenere sempre unito e concentrato il gruppo anche nel finale, quando a un certo punto si è sbracciato per chiedere ai suoi di evitare di protestare sui fischi arbittali e rimanere pienamente concentrati sul match.
«Credo purtroppo – ha continuato poi il tecnico dei biancoblù in sala stampa, approfondendo il concetto –, che la partita contro Milano sia stata decisa da quelle tre bombe consecutive che gli abbiamo concesso nel finale del secondo quarto, una serie che ha hanno lasciato in vita Milano. Sembra stupido dirlo, visto che alla fine del confronto mancavano ancora 25 minuti, ma in quel momento noi stavamo facendo il nostro gioco, avevamo preso il nostro ritmo. Chiudere all'intervallo sotto di due punti ha dato energia a Milano. A quel punto mi aspettavo che ci avrebbero aggredito all'inizio del terzo quarto, loro sono molto fisici e molto intensi e hanno messo in campo tutte queste qualità».
La Dinamo è andata sotto, poi ha reagito, non si è disunita ed è riaffiorata. «Vero. Nonostante il gap siamo riusciti a produrre un buono sforzo difensivo, costante. Hickman ci ha massacrato ma siamo arrivati ad appena tre punti di distanza, sul 75-72. In quel momento però abbiamo sbagliato dei tiri che normalmente facciamo e che hanno segnato il finale della partita».
Non manca la sportività, al coach della Dinamo: «Brava Milano, complimenti a loro. Ma bravi anche noi. Abbiamo giocato una grandissima Final Eight, vincendo contro squadre di grande valore come Avellino e Brescia e giocando una grande finale contro Milano, di cui conosciamo tutti il valore». Il rammarico comunque non può non esserci, quando sino a un minuto dalla fine sei pienamente in partita e poi vedi svanire l’obiettivo in un giro di lancette. «Mi dispiace perché alla fine abbiamo messo tanto cuore – prosegue Pasquini –, tanta difesa ma non siamo riusciti a portarla a casa. Eravamo qui per vincere, non per giocare una buona partita, ma ci siamo andati veramente vicini».
E adesso di nuovo in ballo, martedì in Champions League in casa del Nymburk: «Ora andiamo a Malpensa, ci riposiamo, dobbiamo recuperare un po’. Queste tre partite in tre giorni sono state tiratissime, vedremo martedì quanto ne abbiamo».
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