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Olbia, difesa da sistemare in pole Quaranta e Iotti

di Guido Piga
Olbia, difesa da sistemare in pole Quaranta e Iotti

Nessuna scusa: il Piacenza ha studiato come colpire il reparto debole e l’ha fatto Il pacchetto arretrato ha bisogno di centimetri, è il turno dei due baby centrali

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OLBIA. La sconfitta fa male: è la quarta di fila e porta l’Olbia ad avere solo tre punti in più sulla zona playout. Ma la spiegazione fa ancora peggio. Sentire dire all’allenatore del Piacenza, Franzini, che l’Olbia ha fatto tutto quello che lui si aspettava e che l’ha battuta proprio come aveva studiato di fare - con due attaccanti alti contro una difesa bassa - è un brutto colpo. Significa che i bianchi, di fatto, sono andati ko ancora prima di cominciare. Testimonia che i tre gol fotocopia incassati in 22’ nel primo tempo sono una resa, ancor più dolorosa, davanti alle proprie debolezze e all’altrui pianificazione. Dimostra che - per usare le parole a caldo del presidente Alessandro Marino - «qualcosa dovrà essere cambiato».

Non è pensabile che la difesa - con un allenatore, Michele Mignani, che da difensore ha oltre 200 presenze in serie A - sia così vulnerabile: ora sono 40 i gol presi, peggio hanno fatto solo la Carrarese quart’ultima (42 gol) e le ultime due del girone, Prato e Racing Roma (43). Non è pensabile che contro il Piacenza, che ha un attaccante alto 2 metri, Romero, giochi una difesa, composta dai centrali Pisano e Dametto e i terzini Pinna e Cotali, la cui media d’altezza è di 1,74. Non è accettabile perché - al di là delle doti tecniche dei giocatori olbiesi, non in discussione - il Piacenza, con uno spilungone così, ha fatto quello che ha voluto, come appunto ammesso (senza arroganza, né saccenteria) dal suo allenatore. Non è scusabile perché l’Olbia, in panchina, aveva due giocatori, due difensori centrali, che hanno l’altezza giusta per contrastare a vversari come Romero. Questi due giocatori sono Danilo Qauranta, alto 1 metro e 85, e Luca Iotti, alto 1,89. Visto che la società li ha fatti presentare come due giovani promesse dal grande avvenire, considerato che l’allenatore, almeno nel caso di Quaranta, ha speso e continua a spendere parole di elogio, è impresa difficile capire come mai nessuno dei due abbia un posto da titolare e diventa impresa ardua, per i profani, comprendere perché nessuno dei due, incassati i primi duel gol in fotocopia, sia stato mandato in campo per intercettare i palloni indirizzati a Romero.

In tribuna al Nespoli, nei 22’ minuti che hanno condannato l’Olbia alla quarta sconfitta, quasi tutti si facevano queste domande e quasi tutti rimpiangevano la partenza di Mirko Miceli. È dunque possibile - anzi, certo - che la difesa sarà aggiustata. Mignani, che non ha tutte le colpe (il mercato di riparazione non l’ha fatto lui), avrà modo di far rifiatare chi ha dato oggettivamente molto (Pinna) e di utilizzare al meglio chi si è adattato con professionalità a fare il centrale (Pisano), dando così la possibilità a chi (come Quaranta e Iotti) non vede l’ora di far vedere che vale le belle parole di presentazione. Solo così l’Olbia sarà difendibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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