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Rugby, l’avventura di Irma Sanna Passino: da Sassari alla nazionale

di Antonello Palmas
Irma Sanna Passino in azione
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Irma Sanna Passino in azione

La ventenne tra le convocate per l’esordio con la maglia azzurra sabato 25 febbraio in Libano

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SASSARI. Per scoprire il fascino della palla ovale ha dovuto cambiare isola, dalla Sardegna alla Sicilia. E nel giro di tre anni la sassarese Irma Sanna Passino è arrivata in nazionale, nella neonata rappresentativa italiana di rugby “League” che sabato farà il suo esordio assoluto nel match con il Libano in programma a Beirut. «Il rugby League, o rugby a 13, si sta sviluppando ora – racconta la ventenne – ; sono stati fatti dei raduni selettivi in molte zone d’Italia, da cui è nata di recente la prima storica nazionale, nella quale sono stata convocata anche io. Questa disciplina si differenzia dal rugby classico o “Union”, e da quello a sette, principalmente perché il regolamento prevede un massimo di sei tentativi per fare meta, dopo di che la palla passa all’avversario e questo cambia un po’ le strategie del gioco. Inoltre, in mischia non si spinge, i placcaggi si fabbo in due. E il gioco è più fisico».

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Vent’anni da compiere il 10 marzo, ha acquisito l’accento siciliano («ma quando torno a Sassari per le vacanze sparisce», scherza lei). Irma Sanna Passino è cresciuta nel quartiere Sassari 2: «Ho frequentato le medie al Conservatorio –racconta – quindi con mia madreci siamo trasferite a Ragusa dove ho fatto il liceo classico». Lo sport l’ha sempre attirata: «Ho giocato a volley nella Silvio Pellico sotto la guida di Rosanna Bajardo, ricordi bellissimi. Ma ho fatto anche atletica con l’Ichnos, equitazione e ginnastica artistica». Insomma, cose ben differenti dalle ruvidezze del rugby: «Ricordo che la prima volta che lo vidi in tv dissi: ecco uno sport che non farò mai. Troppo duro, tutti quei giocatori che cascano... Non ero abituata a discipline di contatto e ai miei occhi profani o poteva apparire uno sport violento. Solo praticandolo si scopre che così non è».

Irma racconta come si è lasciata sedurre dalla palla ovale: «Grazie ai Giochi studenteschi, èd è stato molto bello. Al liceo di Ragusa proposero di creare una squadra di rugby a sette: ci piacque tantissimo, tanto che subito fondammo l’Audax prendendo parte al campionato regionale. Andò ben, ci piazzammo a pari merito con la più blasonata Amatori Catania, la società per cui gioco ora. L’Audax poi cessò l’attività, mentre io mi trasferii a Catania per studiare lingue all’università. Così mi trovai a giocare con le mie ex rivali».

Quindi le selezio ni per la nazionale di rugby league, che fa parte di un’altra federazione rispetto alla Fir, la Firl. «Fui sppronata a tentare dal mio capitano, sono una persona molto curiosa e se posso scoprire cose nuove mi lancio» spiega Irma. Lei è tra le prescelte del tecnico Nicotra ed è già avventura all’estero, in Libano: «È il primo appuntamento della Mediterranean Cup, ma ci attendono gare anche contro Spagna Grecia, Portogallo, Inghilterra. sarà una bellissima esperienza che ci farà crescere sul piano sportivo e umano, come squadra e come singole. E poi... che fortuna: potrò testare due delle lingue che sto studiando, arabo e inglese!»

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