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Olbia, niente drammi la riscossa affidata a Ragatzu e Capello

Olbia, niente drammi la riscossa affidata a Ragatzu e Capello

L’attacco (33 centri) è il reparto che può fare la differenza in vista delle quattro partite più difficili dei bianchi

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OLBIA. Un mese difficile. Il più difficile. L’Olbia si prepara alle quattro partite più dure della stagione (Giana Erminio, Cremonese, Alessandria, Como) con tre punti in più della zona playout, un problema (i 40 gol subiti) ma anche un punto di forza (i 33 gol fatti, settimo posto del girone A). Un settore, l’attacco, che può solo migliorare.

Non tutto nero, non tutto negativo: le maglie bianche dell’Olbia posso trovare qualche motivo di sconforto al termine di questo ciclo terribile, con quattro sconfitte di fila e ben dieci gol subiti. E le note liete sono queste: le alternative, in attacco, non mancano; il centrocampo, con Piredda, funziona alla grande, soprattutto in fase offensiva.

Davanti, mister Mignani, che domenica scorsa ha schierato l’inedita e male assortita coppia formata da Kouko e Oguneseye, ha l’imbarazzo della scelta. Prima di tutto, Ragatzu. Secondo alcuni voci, la sua esclusione dall’undici iniziale è stata determinata da non meglio precisati motivi disciplinari; ma se fosse realmente così, perché portarlo in panchina e poi farlo entrare a gara in corso?

Comunque siano andate le cose, Ragatzu non può che essere titolare. Sempre. Quando è entrato, ha messo in crisi la difesa del Piacenza con assist e tiri.

Un altro attaccante che deve avere un posto da titolare è Alessandro Capello, che è il cannoniere dei bianchi (8 gol) e, fino all’ultimo minuto del calciomercato di gennaio, era dato come partente per il Vicenza. Come può, uno richiesto in serie B, non essere protagonista in serie C? È vero, domenica ha sbagliato il gol del possibile 2-3 che avrebbe riaperto la partita, ma ha numeri che, in questo girone, possono fare la differenza.

Eppoi, Piredda. Non sempre si sa gestire, non sempre sa fare la fase difensiva, ma quando ha il pallone fra i piedi è un incubo per gli avversari. Lui, Ragatzu, Capello e ovviamente Cossu, in questo momento, possono essere l’arma in più per affrontare le quattro partite più importanti in cui l’Olbia non ha nulla da perdere, sulla carta, e in cui, però, non tutto - se la difesa sarà registrata a dovere - è perso. Anzi.(g.pi.)

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