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Vittorio Lai scende in pista per la presidenza nazionale

Vittorio Lai scende in pista per la presidenza nazionale

CAGLIARI. La Federazione pugilistica italiana non ha ancora avuto un presidente sardo. Dopo i due tentativi senza successo (1997 e 2005) da parte del telecronista cagliaritano Mario Guerrini, adesso...

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CAGLIARI. La Federazione pugilistica italiana non ha ancora avuto un presidente sardo. Dopo i due tentativi senza successo (1997 e 2005) da parte del telecronista cagliaritano Mario Guerrini, adesso è venuto il momento di Vittorio Lai, vice-presidente uscente, in lizza con il presidente Alberto Brasca che punta alla riconferma e con l'imprenditore Andrea Locatelli. Sabato prossimo arriverà il responso dell'Assemblea nazionale ordinaria elettiva riunita ad Assisi. «Mi hanno indotto a candidarmi le sollecitazioni di molti addetti ai lavori - ha detto Lai –. Ho accettato a condizione che, se eletto, mi sarei interessato del lavoro che so fare meglio, quello sul territorio, andando in giro nelle varie regioni per venire a conoscenza dei problemi dai diretti interessati e trovare insieme le soluzioni. Inoltre, vorrei essere di supporto al territorio, cioè contribuire a coordinare con un team di tecnici la gestione degli atleti convocati dalle varie nazionali. Tutto questo per evitare di disperdere delle risorse».

E il lavoro dei tecnici federali come dovrà svolgersi, a suo avviso?

«I tecnici non dovranno fermarsi ad Assisi, ma viaggiare per le varie regioni per visionare tutti gli atleti. Avranno il compito di organizzare degli allenamenti collegiali per individuare i migliori dilettanti e fare svolgere dei match di selezione al fine di ottenere un congruo numero di pugili da far combattere in incontri a carattere nazionale e internazionale».

E per quanto riguarda il settore professionistico?

«Credo da sempre nel professionismo e penso che ci si debba investire molto. Oggi mancano i veri imprenditori che investono sui pugili come avviene in altre nazioni europee. Credo che occorra creare un gruppo di una decina di pugili di valore e portarli avanti utilizzando anche la possibilità che l'Aiba dà ai professionisti di fare il percorso AOB, ossia di partecipare a tutte le qualificazioni, ai campionati europei, mondiali e alle olimpiadi come avviene per i dilettanti. In questo modo diventa possibile aiutarli anche economicamente. Inoltre, previi accordi, potranno essere messe a disposizione anche dei pugili professionisti le strutture del Centro federale di Assisi per favorirne la preparazione in vista di match particolarmente importanti».

Tutto questo se diventerà presidente. Ma quante possibilità di essere eletto si attribuisce?

«Sono convinto di avere buone possibilità. Sono stimato e conosciuto in tutto il mondo pugilistico come una persona seria che lavora ed è a disposizione di chiunque».

E dalla Sardegna cosa si aspetta?

«Il massimo dei consensi».

Giuseppe Giallara

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