La Nuova Sardegna

Sport

Tutto Dinamo

È una Dinamo che non si arrende mai

di Andrea Sini
È una Dinamo che non si arrende mai

L’incredibile finale di Nymburk in Champions, al termine della quarta gara in 5 giorni, è figlio di una grande coesione

3 MINUTI DI LETTURA





Un abbraccio come quello di Nymburk non si era visto neppure al PalaBigi nella notte tricolore di due anni fa. Tutti in campo, giocatori, tecnici e staff, con le vene del collo gonfie e gli occhi fuori dalle orbite, ad abbracciarsi per festeggiare un risultato “zappato” e conquistato da tutto il gruppo, nessun elemento escluso. L’immagine di quell’unico blocco, colorato di verde, che salta e grida nel silenzio della “Cez Sportovni Hala” racconta praticamente tutto dell’impresa realizzata in Boemia, con una sconfitta “d’oro” al termine della quarta finale giocata in cinque giorni. Avellino, Brescia, Milano, Nymburk: quattro gare senza domani, a eliminazione diretta.

Tutti per uno. La Dinamo è agli ottavi di finale di Champions League perché è una Squadra. Non perfetta, certo, e formata da giocatori non perfetti. Ma che fa dell’insieme e del piacere di stare insieme la sua forza principale. Fuori da ogni retorica, e con un milione di differenze soprattutto a livello tecnico, un gruppo così coeso a Sassari si era visto soltanto tra il 2012 e il 2014, nel periodo culminato con la conquista della prima Coppa Italia. Ecco, se quell’abbraccio a centrocampo ha rievocato qualche ricordo, si tratta esattamente del delirio collettivo esploso dopo il canestro sulla sirena di Drake Diener in gara2 contro Bologna e della festa dopo la tripla di Vanuzzo, sempre sulla sirena, nel match successivo, a Casalecchio.

Hungry hearts. Una sconfitta di 21 punti non può, in sé, essere considerata una buona cosa, ma la situazione dal punto di vista fisico era oggettivamente di emergenza e il miracolo dell’ultimo minuto e 12, con la incredibile risalita dal -29 al -21, entra automaticamente nella Hall of fame delle migliori cavalcate della storia biancoblù. Non si può non amare una squadra che con l’eliminazione a un passo, ormai stremata, in un gesto alla Enrico Toti ha letteralmente lanciato la stampella addosso al nemico.

Di necessità virtù. Un dato su tutti spiega come e quanto la Dinamo abbia sofferto a livello fisico-atletico, dando ulteriore valore all’impresa compiuta a Nymburk: i punti realizzati in contropiede da parte dei padroni di casa sono stati 17, mentre la Dinamo è rimasta a quota zero. I cechi, squadra abbastanza atipica (tanti giocatori interscambiabili e nessuna vera torre) e votata alla corsa, hanno provato in tutti i modi a tenere alto il ritmo, riuscendo a mettere alle corde la Dinamo per tantissimi minuti, dall’intervallo in poi.

Ai piedi di Mastro Dusko. Pasquini ha dovuto usare il bilancino per spalmare il più possibile il minutaggio dei suoi uomini, ma alla fine ha giocoforza dovuto spremere oltre il limite diversi elementi, in particolare lo stakanovista Lacey (in campo per 34’31”) e soprattutto Savanovic: l’ala serba merita, oltre che una statua, anche un discorso a parte: sia nel secondo che nel terzo quarto aveva già rappresentato un appiglio per una squadra in balia delle onde. E nel finale ha fatto la differenza alla sua maniera, andando a guadagnare un fallo pesantissimo (il sesto personale) per esibirsi in un glaciale due su due che ha messo la Dinamo sulla pista di Le Mans. Ma della sua prestazione restano anche due giocate da far vedere ai ragazzini delle scuole basket: il taglio sulla linea di fondo dal lato debole, nel primo quarto, con perfetto assist di Stipcevic e canestro rovesciato; e il ribaltamento sull’angolo opposto fatto con un colpo di cannone a beneficio di David Bell, per la tripla del 25-22 e metà secondo quarto. Cuore, passione e talento: pur con le sue pecche, questa Dinamo è davvero un bel vedere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative