Borriello come Zola: 90 gol in serie A
L’attaccante del Cagliari quest’anno è a quota 11, terzo italiano dopo Belotti (19) e Immobile (14) nella classifica marcatori
INVIATO A CROTONE. Novanta gol in serie A come Gianfranco Zola, uno che ha scritto pagine importanti della storia del Cagliari. Terzo tra gli italiani nella classifica marcatori dopo Belotti del Torino(19 gol) e Immobile della Lazio (14), Marco Borriello, è l’uomo del giorno. A Crotone si è reso protagonista di una giocata da campione, ha regalato ai rossoblù una vittoria preziosa, ha segnato l’undicesima rete stagionale, la quindicesima se si considerano le quattro firmate nella Tim Cup. E forse ha anche vinto la scommessa fatta la scorsa estate con l’amico Bobo Vieri che gli aveva detto: se segni 15 gol ti pago le vacanze. Il traguardo è stato raggiunto ma resta un dubbio: valgono anche le reti della Coppa Italia? Borriello ha dodici partite per rendere ininfluente questo dettaglio. Il bomber, il cui fisico ogni tanto gli ricorda che non è più un ragazzino (34 anni), ha cancellato in poco tempo tutte le perplessità che avevano accompagnato il suo arrivo in Sardegna. Si diceva che era festaiolo, gli piaceva divertirsi, pensava più al gossip che al pallone. Lui ha risposto sul campo, presentandosi tirato a lucido, trascinando spesso i rossoblù. Alti e bassi e diversi intoppi, ma è sempre tornato alla grande.
La gioia. Festeggiato a lungo dai compagni nello spogliatoio, Marco ha manifestato sui social tutta la sua soddisfazione. «Felice per il novantesimo gol in serie A e per la classifica della mia squadra». Una frase secca per esprimere il suo stato d’animo. Ora nel mirino mette un altro obiettivo: quota cento reti. Lui soffre a stare in panchina, vorrebbe giocare sempre, ma a Crotone ha avuto l’umiltà di sapere aspettare il suo turno e quando Rastelli gli ha detto che toccava a lui, è entrato in campo in modo feroce, come fa un leone affamato quando assale la sua preda. Isla gli ha servito un invitante pallone spalle alla porta, ha fatto un movimento che ha ubriacato Dos Santos e infilato Cordaz con un tiro di una precisione chirurgica.
Il bomber e Rastelli. Il rapporto tra Marco e Massimo è altalenante. Il giocatore non sempre accetta senza battere ciglio le decisioni del mister. Non ha fatto polemiche ma i suoi atteggiamenti, lo sguardo imbronciato, hanno sostituito le parole. La panchina non gli piace ed essendo un generoso, vorrebbe andare in campo anche quando non è al cento per cento. Il tecnico è di diverso avviso e lo frena. Anche l’altro ieri non ha gradito di non essere tra i titolari, tanto che sul suo profilo Twitter domenica mattina ha pubblicato una foto con lui in allenamento che tira il gruppo. Come a dire: io sto bene ma non gioco. Poi si è abbondantemente rifatto. Rastelli lo ha coperto di elogi, lui se li prende tutti e spera di ripetersi domenica con l’Inter.
Il futuro. «Se il presidente Giulini vuole, io resto qui». Parole che Marco Borriello ha detto qualche giorno fa. Un sms chiaro al patron rossoblù. Il procuratore del bomber, D’Amico, sul futuro del giocatore glissa: «Se ne parlerà al momento opportuno». La conferma di Borriello sarà probabilmente uno dei primi tasselli del Cagliari della prossima stagione. La Cina? Una possibilità, ma lui preferisce la serie A. E se come spesso ripete «a Cagliari sto benissimo», trovare un accordo non sarà un problema.
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