Dinamo alle prese con il mal di trasferta
Il rendimento dei sassaresi crolla lontano dal PalaSerradimigni. A Pesaro un ko (abbastanza indolore) figlio di tanti fattori
INVIATO A PESARO. Promossi a pieni voti a gennaio, bene ma in calo a febbraio, per la prova di maturità riprovare a marzo. La Dinamo apre il “secondo ciclo” della parte centrale della sua stagione con una sconfitta che lascia una sensazione di incompletezza. Il ko in casa di una Consultinvest Pesaro modesta e affamata non è del tutto sorprendente, ma il risultato lascia l’amaro in bocca per la piega che il match aveva preso sino alle prime battute del secondo quarto.
Cicli vecchi e nuove prospettive. Il tour de force dell’ultimo mese ha portato una lunga striscia di vittorie che ha permesso ai biancoblù di Pasquini di riaprire i giochi sia in campionato che in Champions League (qualificandosi prima e facendo un figurone poi alla Final Eight), per poi completare l’opera con il rocambolesco passaggio del turno martedì in Boemia. Tra match tiratissimi, stress fisico ed emotivo e infinite carovane in trasferta, alla fine la Dinamo ha pagato il conto con tre sconfitte di fila in otto giorni. Milano, Nymburk e Pesaro sono le tre tappe di transizione verso lo sprint finale della stagione: con l’Armani e il Cez si sono chiusi due cicli (il primo negativamente, il secondo positivamente nonostante il ko); contro la squadra di Bucchi i sassaresi hanno invece toppato il match d’esordio di quello che è di fatto un nuovo campionato. Da qui alla fine della stagione regolare mancano ora dieci partite e da domani si aprono gli ottavi di finale di Champions League: al palazzetto arrivano i francesi del Le Mans per l’andata di una doppia sfida che potrebbe proiettare i sassaresi nella Top16 della competizione organizzata dalla Fiba.
Doppio volto. Lontano da casa si soffre, forse un po’ troppo. In casa la Dinamo ha ottenuto otto vittorie in dieci partite con 83,4 punti di media e buone percentuali al tiro: 51,3% da due punti, 42,9 da tre. Lontano dal PalaSerradimigni il bilancio è di 3 vittorie e 7 sconfitte, con le cifre che – letteralmente – crollano: fuori casa Lacey e soci segnano appena 70,7 punti per gara, con il 47,3% da due e il 36,4% da oltre l’arco dei 6,75. La Dinamo si conferma al secondo posto nella classifica delle migliori difese del campionato (73,2 punti subiti di media, solo Trento fa meglio con 72,1), ma anche in questo caso la differenza tra quanto avviene in piazzale Segni e le cifre in trasferta è enorme: 70,6 punti incassati in casa, 75,7 fuori. Il giocatore “simbolo” di questo trend è David Bell: il play americano, arrivato a Sassari a dicembre, in casa segna 17,4 punti di media, mentre in trasferta non va oltre gli 8 punti per gara. Un abisso. La squadra di Pasquini vince praticamente sempre quando riesce a tenere gli avversari sotto i 70 punti, dato che la media nei match vinti è di 69,4. Un dato che sale sensibilmente tenendo conto solo delle gare perse: in questo caso il Banco concede agli avversari una media di 77,8 punti.
La grande ammucchiata. Con Milano ormai in fuga solitaria, nonostante parecchie difficoltà, le contemporanee sconfitte delle più immediate inseguitrici, Avellino e Venezia, permettono alla Dinamo di tirare un sospiro di sollievo: la sconfitta di Pesaro risulta abbastanza indolore dal punto di vista della classifica ma resta il fatto che si tratta con tutta evidenza di un’occasione persa. I sassaresi sono stati infatti risucchiati nel gruppone che stazione al quarto posto a quota 22 punti. Sabato il Banco di Sardegna ospita Pistoia nell’anticipo della sesta di ritorno, ma in calendario c’è anche lo scontro diretto tra le pericolose outsider Capo d’Orlando e Brescia. Lo sprint è lanciato, da qui ai playoff saranno dieci battaglie.
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