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bruno alves incontra i tifosi allo store

«Spero di dare un dispiacere all’Inter e al mio amico Joao Mario»

«Spero di dare un dispiacere all’Inter e al mio amico Joao Mario»

CAGLIARI. «Fin dal primo giorno al Cagliari ho avuto una grande accoglienza: per me è un piacere ricevere questo affetto. Cercherò di fare il possibile per dare loro tante gioie. Fin dalla partita di...

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CAGLIARI. «Fin dal primo giorno al Cagliari ho avuto una grande accoglienza: per me è un piacere ricevere questo affetto. Cercherò di fare il possibile per dare loro tante gioie. Fin dalla partita di domenica con l'Inter». Bruno Alves si presenta così. Allo Store del Cagliari nel Largo Carlo felice, è festa grande. I tifosi chiedono autografi, anche sulla maglia di Cristiano Ronaldo, foto, gol: «Spero di poter rispondere al meglio».

Il difensore portoghese spazia dal campo alla famiglia, ai luoghi in cui ha giocato, a compagni di squadra e città. Alves parte dall'Inter: «Intanto, noi non siamo salvi, ci mancano ancora dei punti per la matematica. Ma come sempre, giochiamo per vincere. L'Inter ha una rosa molto forte, grandi campioni. Tra questi, anche il mio compagno nel Portogallo, Joao Mario. Ma noi siamo il Cagliari e al Sant'Elia ce la giochiamo con chiunque». facile acchito per chiamare in causa i supporter: «L'aiuto della tifoseria in casa è fondamentale, ci stanno al fianco e noi dobbiamo dare il massimo».

Torna in ballo il centrale con interventi da kamikaze in repertorio: «No, non sono cattivo, ma mi adeguo. Domenica a Crotone l'arbitro Orsato mi ha richiamato per un gomito alto. Ma non mi ha ammonito. ho capito che potevo usare la forza fisica fino a un certo punto ma non oltre».

Il Cagliari con 31 punti è più tranquillo. Alves annuisce e spiega: «Stiamo lavorando duro, in settimana il mister Rastelli ci tiene sotto tiro e credo che i risultati si vedano. La posizione in classifica rispecchia gli obiettivi che ci eravamo posti. Adesso, dobbiamo chiudere la questione salvezza. Ripeto, ci serve ancora qualche punto, proveremo a farlo con l'Inter». Posizione pacata, sorriso frequente, 35 anni di esperienza e muscoli, il portoghese di Povoa de Varzim («Il Poetto è simile alla spiaggia della mia città: adoro il mare e il sole») non sottoscrive tabelle di marcia: «Fiorentina e Lazio? No, noi dobbiamo pensare all'Inter. Dobbiamo andare avanti concentrati su una partita per volta. Siamo determinati e coesi, i tifosi stiano tranquilli».

Un tifoso scomoda il duello con Icardi: «In Italia ci sono grandi campioni, sappiamo come comportarci in qualsiasi situazione». Insomma, granito puro. Con una curiosità: "Stavo per arrivare in Italia al mio primo anno con lo Zenith di San Pietroburgo. Ma Spalletti, il mio allenatore, mi convinse a stare in Russia».

Mario Frongia

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