Il Cagliari prepara il bis dopo aver sbancato Milano
Tutto esaurito per la sfida di domenica contro un’Inter acciaccata e rabbiosa Il presidente Giulini tiene alta l’asticella: «Possiamo puntare al decimo posto»
CAGLIARI. Una sfida che scomoda albi d'oro, campioni, una montagna di denaro. Cagliari-Inter, passato e presente di Tommaso Giulini e Stefano Filucchi. Presidente e vice del club rossoblù hanno in archivio trofei e ricordi maturati in nerazzurro. Titoli, esperienze e gestione nell'era Moratti. Giulini, otto anni nel cda, Filucchi con ruoli primari al fianco del re del petrolio. Domenica tutto scompare. O quasi. All'andata fu il testacoda del progetto affidato a De Boer. I Rastelli boys si presero San Siro: prima vittoria in trasferta. «Una delle mie gioie più grandi» disse il patron rossoblù. Fra tre giorni l'asticella sale. Il Cagliari dodicesimo con 31 punti - uno scudetto se si pensa al calvario dell'andata - ha chiuso di fatto l'obiettivo posto al tecnico di Pompei dall'industriale del fluoro: «La squadra vale il decimo posto» ha rilanciato Giulini, incassando i 3 punti, magari non brillantissimi, colti a Crotone. Ci sta. Ambizioso, giovane, con lo sguardo oltre la prima curva, il presidente pungola il gruppo. E fa bene: la risposta di Borriello, gol partita capolavoro, va oltre le caratteristiche individuali. E mette in luce un gruppo che sa soffrire e rema in sincrono. Rimodulato da Rastelli, abile nel turn over e nella lettura delle gare, in avvio e in corso. Per una neopromossa e per un allenatore debuttante in A, è tanta roba. Con il rientro degli infortunati, emerge l'importanza di poter fare scelte basate sul lavoro settimanale: unica polizza assicurativa per chi allena professionisti.
Inter: mercato e dolori. Con Icardi&Co sarà dura. Lo dicono le qualità della rosa, il budget, gli obiettivi e le ambizioni. Ma i ko in casa con la Lazio (Coppa Italia, unico trofeo stagionale disponibile) e la Roma, hanno minato certezze e solidità per la proprietà con a capo Erick Thohir. Nonostante nove vittorie di fila e la resurrezione di una squadra senza capo né coda, Pioli è da lunedì scorso nel tritacarne. Con Conte e Simeone in pole. L'Inter al Sant'Elia giocherà con un mix letale. Rabbia, magari, utile a Sau e soci.
Dal campo. La vittoria allo "Scida" - bella, sporca e cattiva ma preziosa come l'oro - ha dato altra fiducia al gruppo. Rastelli e i suoi lavorano su diversi piani. Lo studio di pregi e difetti dell'Inter, è in corso. L'analisi coinvolge tutti i reparti. Intanto, ieri doppia seduta intensa. Al mattino, palestra e aerobica con navette in campo. Pranzo collettivo e bis pomeridiano con tecnica, tattica e combattuta partita finale. Le news dall'infermeria riguardano Borriello, Faragò e Padoin (lavoro personalizzato), Farias (in parte in gruppo), Ceppitelli e Colombo (differenziato. Oggi, allenamento alle 15.30.
Applausi e selfie. Al centro tecnico la squadra ha incontrato gli Special Olympics Sardegna. Atleti unici.
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