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Le Strade Bianche sono di Michal Kwiatkowski

Le Strade Bianche sono di Michal Kwiatkowski

Ciclismo. Il campione polacco vince per distacco la suggestiva prova senese Fabio Aru penalizzato da una caduta arriva col gruppo, ora la Tirreno-Adriatico

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SIENA. Michal Kwiatkowski ha vinto per distacco l’undicesima edizione della Strade Bianche NamedSport, per la prima volta corsa del calendario Uci WorldTour, da Siena (Fortezza Medicea) a Siena (Piazza del Campo) di 175 chilometri con i tradizionali 11 tratti di sterrato.

Il 26enne corridore polacco del Team Sky, che si laureò campione del mondo a Ponferrada nel 2014, anno in cui si impose per la prima volta alle Strade Bianche, ha preceduto di 15” i belgi Greg Van Avermaet (Bmc), campione olimpico su strada a Rio, e Tim Wellens (Lotto Soudal), succedendo nell’albo d’oro allo svizzero Fabian Cancellara.

«Sono felice, anzi felicissimo - il commento a caldo di Kwiatkowski, che non vinceva ormai da un anno, dal Gp E3 Harelbeke del 2016 - È una vittoria inaspettata».

Fabio Aru, alla prima corsa italiana della stagione, è arrivato con il gruppone in 32ª posizione con 10’34” di distacco, insieme a Vincenzo Nibali. Una prova sfortunata per il sardo, rimasto attardato in seguito a una caduta quando mancavano ancora un’ottantina di chilometri all’arrivo. La caduta gli ha impedito di poter essere presente nei momenti in cui si è decisa la corsa.

“Ero in dodicesima posizione – racconta Aru a fine gara –, subito dietro la testa del gruppo, quando c’è stata una caduta davanti a me e non ho potuto evitare di cadere anch’io. Peccato, perché avevo delle buone sensazioni e mi stavo veramente divertendo su queste strade durissime. Penso che sia una corsa magnifica ma avrei avuto bisogno di un pizzico di fortuna per avere qualche possibilità di lottare per la vittoria». «Ho riportato semplicemente dei graffi e delle abrasioni sulla parte destra del corpo, niente di grave» ha concluso Aru che martedì alla guida dell’Astana sarà al via della Tirreno-Adriatico. Ieri ha badato dunque a perfezionare la preparazione e a migliorare l’affiatamento con la squadra, che offriva diverse novità rispetto a quella vista all’opera in Oman e ad Abu Dhabi.

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