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Olbia indifesa, la Cremonese fa festa

Olbia indifesa, la Cremonese fa festa

Male il reparto arretrato e arbitro contestato: i bianchi passano in vantaggio, poi vengono ripresi e incassano il sesto ko

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OLBIA (4-3-1-2): Ricci; Pinna, Dametto, Iotti, Cotali; Muroni (39’ st Tetteh), Geroni, Piredda; Cossu; Ragatzu (38’ st Senesi), Kouko (25’ st Quaranta). A disp: Deiana, Van der Want, Pinna, Capello, Murgia, Oguneseye, Feola, Benedicic. All: Michele Mignani

CREMONESE (4-3-1-2): Ravaglia; Salviato, Canini, Marconi, Ferretti; Scarsella, Pesce, Berlingheri (10’ st Maiorino); Perrulli (35’ st Moro); Brighenti (38’ st Scappini), Stanco. A disp: Bellucci, Galli, Procopio, Lucchini, Cavion, Talamo, Porcari, Bastrini, Redolfi. All: Attilio Tesser

ARBITRO: Zingarelli di Siena

RETI: 21’ st Kouko (O), 15’ st e 22’ st Maiorino, 31’ st Perrulli

NOTE: 921 spettatori. Ammoniti: Ricci (O); Maiorino, Perrulli (C). Espulsi: Iotti (O) al 20’ st, Cossu (O) al 27’ st. Calci d’angolo: 7-5.

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Sguarnita, vulnerabile, disarmata. In una parola, indifesa. L’Olbia lo è, indifesa, rispetto alle proprie debolezze. E lo anche al cospetto degli arbitri, con lei eccessivamente fiscali. La somma dà un brutto risultato, anche ieri: partita persa contro la Cremonese dopo essere passata in vantaggio e aver giocato bene un tempo, sesto ko consecutivo, Cossu espulso e dunque fuori per la trasferta contro l’Alessandria, tifosi della curva infuriati.

Peggio di così, difficile fare. Eppure, non tutto è nerissimo. La classifica, per esempio. Nonostante l’ennesima sconfitta - la quindicesima stagionale, la settima di queste al Nespoli - l’Olbia è ancora tre punti sopra la zona playout e ha un calendario durissimo, ma non più delle dirette concorrenti per la salvezza: dal Siena alla Pistoiese al Pontedera.

Certo, saranno dieci partite, le prossime, al limite: l’Olbia dovrà osare, sperare, pregare. La salvezza è però possibile, fattibile, anche a dispetto di un problema che sarà complicato risolvere da qui al 7 maggio: la difesa. Un reparto non all’altezza della serie C. La conferma è arrivata ieri: tre gol, quelli incassati, in cui l’Olbia ha mostrato tutta la sua fragilità, amplificata da scelte arbitrali discutibili, certo.

E pensare che sembrava un’altra squadra. Quella del primo tempo era ben messa in campo, capace di fraseggiare di prima, efficace nelle incursioni offensive: e infatti, 53% di possesso palla, 9 tiri di cui 4 in porta. Uno score impreziosito dal gol del vantaggio, arrivato al 21’. Geroni disegna un pallone filtrante per Ragatzu, che si allarga sulla sinistra, disorienta gli avversari, alza la testa e crossa per l’accorrente Kouko, che con un tocco da biliardo insacca. Bello, tutto molto bello. Anche perché l’Olbia sfiora il raddoppio più volte: Piredda calcia da 40 metri, miracolo del portiere della Cremonese (37’); Ragatzu semina il panico, tiro fuori di pochissimo (39’); Geroni di testa a un passo da l bersaglio (43’).

La ripresa è un altro film, però. Bruttissimo. La Cremonese è assatanata, gioca con quattro attaccanti, pressa senza pietà. Maiorino, appena entrato, al 15’ st segna su punizione dal vertice (regalata da Ragatzu e dall’arbitro più ancora). Maiorino raddoppia su rigore al 22’: ma è troppo generosa la concessione per un fallo di Iotti (insicuro e ingenuo, va detto, e nell’occasione anche espulso) su Scarsella. Anche in dieci, l’Olbia sembra potersi riprendere.

Ma è un’illusione. L’arbitro si supera: espelle Cossu per un fallo, dopo che il capitano ne aveva subito a decine senza che nessuno venisse ammonito (27’ st). Non c’è più partita: il gol di Perrulli (al 31’ st), direttamente su calcio d’angolo, serve solo a umiliare un reparto messo già a terra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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