L’Inter fa a brandelli il Cagliari
Cinquina dei nerazzurri. Doppietta di Perisic, inutile il gol numero dodici di Borriello
INVIATO A CAGLIARI. Contro le big al Sant'Elia il Cagliari va incontro a un altro naufragio. Dopo Fiorentina, Napoli e Juventus, anche l'Inter si porta via i tre punti, infilando una cinquina secca. I nerazzurri puniscono cinicamente tutte le disattenzioni degli uomini di Rastelli, che avevano cominciato la partita nel modo giusto, mettendo in soggezione gli avversari, sfiorando il vantaggio. Il problema è che con squadre di rango finisce sempre in goleada perché appena le cose si complicano il Cagliari si sfalda,diventa vulnerabile, porge l’altra guancia, è incapace di reagire. L'Inter di gol ne avrebbe potuti segnare anche sei-sette contro una difesa senza protezione, infilata come fa una lama nel burro. La doppietta di Perisic, le reti di Banega, Icardi (rigore) e Gagliardini, rendono inutile il dodicesimo centro in campionato di Borriello che nel finale della prima frazione aveva illuso i tifosi. L'Inter si rifà con gli interessi della sconfitta rimediata al "Meazza" e riporta a galla difetti che sembravano corretti. Per puntare al decimo posto servono prestazioni di bel altro spessore. Rastelli lo sa e sa anche che il suo futuro è ancora tutto da scrivere.
Qualità e chili. Li aggiunge Rastelli al Cagliari scegliendo di far giocare Di Gennaro in mezzo al campo e Borriello terminale offensivo. I "sacrificati" sono Sau e Dessena che si accomodano in panchina. Novità anche in difesa (a cinque), c'è Capuano al posto di Murru ma fa il terzo centrale, Padoin e Isla sono gli esterni. Una scelta meditata per limitare Candreva e Perisic. Joao Pedro ha libertà di movimento tra le linee, Barella e Ionita completano un centrocampo nel quale si fondono fantasia e forza fisica. L'Inter risponde con la linea a quattro dietro. Ansaldi e D'Ambrosio sono gli esterni, Medel affianca Miranda nel ruolo di centrale. E' un 4-2-3-1: Icardi unica punta, il terzetto Candreva-Banega-Perisic abili ad attaccare gli spazi e inserirsi in velocità., Gagliardini e Kondogbia fanno da schermo davanti alla difesa.
Illusione. Il Cagliari comincia col piglio giusto. Copre con ordine tutte le zone del campo, alza il pressing e crea molti problemi all'inter che fa fatica nella fase di costruzione. Il pallone gira velocemente, Isla e Padoin spingono moltissimo costringendo Perisic e Candreva ad abbassarsi. Joao Pedro (salvataggio sulla linea di Medel sul pallonetto del brasiliano) non dà punti di riferimento e la stessa cosa fa Borriello che Miranda marca praticamente a uomo. L'Inter sta a guardare nei primi 20', poi guadagna campo e si avvicina pericolosamente alla porta di Gabriel che rischia di essere battuto da un colpo di testa di Kondgbia sul quale interviene goffamente mandando la palla a sbattere contro la traversa.
Batti e ribatti… L'Inter trova il gol. Lo realizza Perisic servito in modo perfetto da Banega. I nerazzurri raccolgono i frutti di una supremazia territoriale che nella seconda parte del primo tempo è evidentissima. Il Cagliari si abbassa, sbaglia troppi passaggi in uscita e per l'Inter recuperare palla diventa un gioco da ragazzi. La squadra di Pioli approfitta della situazione per mettere il match in ghiaccio. Banega trasforma una punizione con un tiro a giro che Gabriel vede partire ma non fa in tempo ad intercettare. Il portiere ha molte responsabilità. Il Cagliari ha una reazione veemente e nell'arco di sessanta 60” si rimette in corsa. Borriello la mette dentro di testa su un cross di Barella. Il finale di tempo è una corrida con l'Inter che sbanda.
Perisic bis. L'inizio della ripresa per il Cagliari è come essere finito sotto una doccia gelata. Perisic, ancora una volta lasciato solo dentro l'area, non perdona Gabriel e riporta l'Inter a distanza di sicurezza. Un pugno allo stomaco perché la squadra di Rastelli era convinta di poter rimettere in piedi la gara, confortata da una finale di prima frazione nel quale i nerazzurri hanno subito tantissimo. Rastelli si gioca la carta Sau, fuori Di Gennaro.
Diluvio. L'Inter è padrona del campo e va ancora a bersaglio su rigore con Icardi. Nel finale c'è spazio anche per Dessena e Ibarbo, ma quando ormai la gara non ha più niente da dire. Il colombiano sostituisce Borriello, i tifosi fischiano la scelta di Rastelli. Nel finale fa centro anche Gagliardini e rende ancora più sonora una sconfitta che rischia di lasciare il segno dopo una prestazione sulla quale serve una riflessione serena maprofonda che coinvolge l'allenatore e i giocatori.
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