Rastelli: «Appagati? Neanche un po’»
Il tecnico sul futuro: «Qui sto bene, devo guadagnarmi la fiducia della società»
CAGLIARI. «Con la Fiorentina dobbiamo rialzarci di slancio e ripartire. Mi aspetto una grande prestazione». Massimo Rastelli non ha né vuole usare colpi ad effetto. Il Cagliari ha l'obbligo di resettare la cinquina incassata dall'Inter. E pazienza se di fronte c'è la Fiorentina dei tanti campioni, in crescita e al top. «Ma noi non siamo dei brocchi, negli ultimi mesi abbiamo fatto cose buone, il secondo tempo contro l'Inter non deve sminuirle. Anche perché avevamo riaperto la partita e siamo andati al riposo con la tensione giusta. Ma siamo crollati dopo il terzo gol. Cos'è successo? Ci è mancata la testa».
L'allenatore rossoblù è sul pezzo: «La Fiorentina? Una squadra di qualità e talentuosa che non ha espresso quanto potrebbe. Ha momenti di alti, in cui è fortissima, e bassi, in cui è vulnerabile: dobbiamo sfruttarli, senza lasciargli spazio. Ma, soprattutto, non possiamo permetterci blackout: lavoriamo duro per migliorare nella tenuta mentale, specie con le grandi. In queste partite si possono avere passaggi in cui si soffre e si deve essere bravi a sopportarli per poi ripartire. Noi abbiamo un solo obiettivo: vincere».
Il messaggio è chiaro: Cagliari garibaldino con intelligenza. Rastelli annuisce: «Dobbiamo mostrare tutti i giorni il nostro valore. Non abbiamo ancora raggiunto niente, non dobbiamo accontentarci». In settimana è intervenuto Tommaso Giulini. Sulle parole del presidente il tecnico mostra il petto: «A Cagliari e al Cagliari sto benissimo in un ambiente splendido. Lavoro in una società fantastica. Ma il mio mestiere non consente progetti a lungo termine. Do sempre il massimo, poi si vedrà. Però, mi vedo allenare il Cagliari nello stadio nuovo e voglio far sì che anche la società sia d'accordo. Da qui alla fine voglio vincere undici gare».
Si entra nei dettagli. Scelte e singoli. «Le mie scelte vengono dallo studio degli avversari e dopo aver visto i ragazzi in settimana so chi può darmi quello che serve in partita: chi scende in campo deve rendere, altrimenti giocano altri». Sui singoli, si parte dall'addio di Ibarbo. Il colombiano ha aperto con i proclami per salutare dopo 37 giorni. Il tecnico spiega: «Ha espresso la volontà di giocare cosa che, vista la forma precaria, non potevo garantirgli. Gabriel? Sa di aver fatto una prestazione al di sotto delle sue possibilità. Devo fare valutazioni a 360 gradi, al "Franchi" riposa. Avrà altre chance per mostrare quanto vale».
Rastelli ha con sé 23 convocati. In gruppo Colombo e Faragò, out Deiola (affaticamento muscolare), Ceppitelli e Melchiorri. Tra i tifosi, con i 31 punti e le ultime tre pressoché spacciate, corre un brivido: Cagliari appagato. Rastelli non ci sta: «Sarebbe un pensiero offensivo, abbiamo motivazioni per mostrare il nostro valore».
Si chiude con Sousa. «Grande allenatore di qualità. Non capisco le tante critiche, può ambire a grandi palcoscenici».
Mario Frongia
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