Si spengono Aru e Nibali, Quintana maestro di salita
La tappa del Terminillo al colombiano, nuovo leader della Tirreno-Adriatico Il sardo in crisi sull’erta finale: «Non sto bene, ma non ne faccio una tragedia»
TERMINILLO. Nairo Quintana trionfa sul Terminillo e scuote la Tirreno-Adriatico. Non delude le attese – a parte quelle dei tifosi del sardo Fabio Aru e del siciliano Vincenzo Nibali, ieri entrambi attardati in salita –, la quarta frazione della Corsa dei Due Mari, col corridore colombiano della Movistar che aumenta il ritmo nell’ultima salita per poi scattare a 2 km dal traguardo e andare a vincere in solitario sul Terminillo per il secondo anno di fila.
La tappa regina, 187 chilometri con partenza da Montalto di Castro, vede Quintana infliggere 18” a Geraint Thomas (Sky) e 24” ad Adam Yates (Orica-Scott), gli ultimi ad arrendersi, e conquistare così la leadership della classifica generale a spese di Rohan Dennis (Bmc). Il colombiano ha ora 33” di vantaggio su Yates e 56” su Thibaut Pinot (FDJ) mentre deludono Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) e Fabio Aru (Astana), che ieri non sono riusciti a tenere il passo dei migliori. Nibali al traguardo è arrivato 24° a -1’43” ed è ora 21° nelal generale, a -2’24”. Crollo più netto per il capitano dell’Astana: Aru – debilitato da un’infreddatura – ha tagliato il traguardo 37° a 4’06, e nella classifica generale ora è 32° a -4’49”. Il Cavaliere dei Quattro mori ha attaccato la salita decisiva di sedici chilometri nelle retrovie del gruppone, con pochi compagni di squadra al suo fgianco, e a cinque chilometri dell’arrivo si è spento, staccandosi e chiudendo con un forte ritardo. Il capitano della Bahrein invece ha cercato di fare l’andatura sull’erta finale, ma non ha saputo rispondere all’attacco dello scatenato colombiano.
«E’ dall’inizio di questa corsa che non mi sento particolarmente bene – ha spiegato Fabio Aru –. Una settimana fa alle Strade Bianche ho preso un’infreddatura e ancora non sto bene. Non ho detto niente perché speravamo che la situazione migliorasse con un po’ di chilometri dsa correre sotto il sole ma sfortunatamente non è andata così e oggi nel finale ho sofferto». «Anche se non mi va giù la mia prova, – ha proseguito lo scalatore di Villacidro –, non voglio farne una tragedia: con il dottore e l’allenatore valuteremo la situazione e troveremo una strategia per migliorare la condizione».
Oggi la quinta frazione, la Rieti-Fermo di 209 km. È la tappa dei Muri con gli ultimi chilometri tutti in salita.
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