Giganti, un’ammonizione da ritirare
Il logo culturale c’è ormai da tre anni ma gli arbitri pensavano fosse uno sponsor
SASSARI. Duemila euro di ammenda per le “offese collettive frequenti del pubblico verso gli arbitri e un tesserato avversario», l’ex Reggio Emilia Daniele Cinciarini, ora capitano delle Scarpette rosse, e l’ammonizione a Dusko Savanovic per aver protestato contro il terzo arbitro a fine gara.
Ma la perla della terna arbitrale di Dinamo-Milano è stata quella che ha portato il giudice sportivo ad ammonire la società sassarese per “l’utilizzo del marchio di sponsorizzazione non autorizzato: i Giganti di Mont’e Prama”.
I Giganti alla notizia ieri pomeriggio non hanno perso un istante, attivati i canali ufficiali con garbo hanno chiesto e ottenuto risposta. I Giganti non sono una sponsorizzazione ma un marchio che identifica la società con il territorio in campo culturale, come la scritta Aisla (lotta alla Sla) sul petto della maglia identifica la Dinamo in campo sociale. E poi, accorgersi di un simile svarione dopo ben tre anni che gli occhioni degli antichi guerrieri sardi campeggiano sulle maglie...
Però gli arbitri domenica sono stati particolarmente pignoli e hanno scritto sul referto di questo strano sponsor, che sponsor non è. Le regole sono chiare, più di un tot di marchi non si possono mostrare ma la Dinamo che ha fatto il pieno è in regola, e dopo i dovuti chiarimenti attende fiduciosa il ritiro dell’ammonizione. Sapendo bene che, contrariamente a quel che hanno ritenuto Sahin, Rossi e Borgioni, non sono i Giganti di Mont’e Prama a sponsorizzare la Dinamo, ma la Dinamo a sponsorizzare i Giganti di Mont’e Prama. Tanto che adesso anche i tre arbitri conoscono i Giganti. (mac)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
