I rossoblù ora sono attesi da dieci finali
FIRENZE. Non ce la fa proprio il Cagliari a mantenere inviolata la propria porta. Finora è successo una volta e mai in trasferta. E’ questo il motivo principale perché i rossoblù fuori casa hanno...
FIRENZE. Non ce la fa proprio il Cagliari a mantenere inviolata la propria porta. Finora è successo una volta e mai in trasferta. E’ questo il motivo principale perché i rossoblù fuori casa hanno raccolto una manciata di punti, costruendo la salvezza al Sant’Elia. A Firenze il gol di Kalinic nel recupero non ha cancellato la prestazione positiva ma la sensazione che i giocatori hanno avuto a fine partita è stata più o meno questa: fai tanti sacrifici e poi resti con un pugno di mosche in mano.
Distrazioni. Un difetto che la squadra si porta dietro dall’inizio della stagione senza riuscire a correggerlo. La concentrazione non resta al top per tutta la gara, a un certo punto della partita è come se si spegnesse la luce. Al “Franchi” il black out si è verificato nei minuti finali quando Tello ha potuto crossare senza opposizione e Kalinic saltare liberamente di testa a qualche metro dalla porta, facendo crollare in una frazione di secondo il castello faticosamente costruito. In serie A gli errori si pagano e il Cagliari non ha fatto tesoro delle esperienze precedenti.
Motivazioni. Contro la Fiorentina la reazione chiesta dal tecnico e dal presidente c’è stata. Le parole di Giulini («qualcuno con l’Inter ha giocato per se stesso e non mette al primo posto la maglia») hanno stimolato l’orgoglio del gruppo. La squadra ha tenuto il campo con personalità, determinazione, mostrando di avere voglia di riscatto. C’è da chiedersi quali sono i motivi per cui i rossoblù in tante partite hanno perso la tramontana, offrendosi all’avversario come vittima da sacrificare.
Esami. Dieci da qui alla fine della stagione. Per tutti, nessuno escluso. Forse il decimo posto (garantirebbe a Rastelli l’automatico rinnovo del contratto) è andato, ma l’obiettivo resta quello di superare quota 40 punti. Un traguardo alla portata del Cagliari se lo spirito sarà sempre quello visto domenica a Firenze. Non è il momento di pensare al futuro dell’allenatore. Rastelli sa di giocarsi la conferma in poco più di due mesi, ma è un discorso che vale anche per buona parte della rosa. R.M.
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