Dimitrova e l’Alfieri quasi salvi «Ho 36 anni ma non mi fermo»
SASSARI. Pur all’interno di una stagione travagliata nei momenti topici non sbaglia l’Alfieri Cagliari nella serie B1 femminile di pallavolo. Domenica infatti la squadra allenata da Andrea Loi ha...
SASSARI. Pur all’interno di una stagione travagliata nei momenti topici non sbaglia l’Alfieri Cagliari nella serie B1 femminile di pallavolo. Domenica infatti la squadra allenata da Andrea Loi ha vinto con un secco 3-0 il delicato scontro-salvezza con l’Orago, conservando così una distanza di sicurezza dalla zona pericolosa.
«Una gara bellissima – è il commento della centrale bulgara Prolekta “Poli” Dimitrova, una delle atlete più “navigate” di un gruppo complessivamente molto giovane – non le abbiamo lasciate respirare, ed abbiamo giocato da squadra, cosa che non si vedeva da un po’ di tempo. Purtroppo perdere tante partite fa male».
Quindi siete salve, o c’è ancora da lottare? «Dobbiamo ancora cercare di fare qualche punto in giro, e vincere l’ultimo scontro diretto contro il Trecate. Non sarà facile, è una squadra giovane, molto alta e promettente».
La stagione è andata secondo le aspettative, o c’è qualche recriminazione? «Più o meno come previsto. Potevamo raccogliere di più in casa, con Acqui Terme abbiamo perso 3-2 dopo essere andate avanti 2-0, in trasferta non potevamo fare meglio». Un pregio ed un difetto dell’Alfieri? «Il pregio è anche il difetto, siamo una squadra quasi tutta giovane, c’è voglia di lavorare, ma manca l’esperienza».
Un pregio ed un difetto di Poli? «Un pregio è che non mollo mai, il difetto magari è che sono massimalista, quindi non mi accontento mai di come sono o vanno le cose». Il suo fondamentale migliore e quello peggiore? «Il migliore l’attacco, il peggiore la difesa. Ma stiamo lavorando tanto su questo fondamentale, infatti domenica ho anche difeso un bel po’, e mi sono divertita».
Dopo 24 anni in campo fra Bulgaria ed Italia, quali sono state le soddisfazioni più belle che si è tolta? «Dai 18 anni ho sempre giocato nelle squadre nazionali. Avevo il sogno di venire in Italia e si è avverato, speravo di poter arrivare anche a livelli più alti della serie B1, ma questo invece non è successo».
Ottavo anno a Cagliari, è una scelta definitiva? «Si, ormai da tempo. Vado per i 36 anni e sto pensando di appendere le scarpette al chiodo, ma se dovesse arrivare una buona proposta la posso anche valutare, sono stante qualche acciacco me la sento ancora di giocare».
Fabio Fresu
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