L’amarezza di Amedeo Cassitta: «Il Tempio merita rispetto»
TEMPIO. 71 anni di storia, tra cui 12 campionati di Serie C2 con una miriade di giocatori che hanno fatto una bella carriera a livello professionistico. Parlare della Sef Tempio una delle società...
TEMPIO. 71 anni di storia, tra cui 12 campionati di Serie C2 con una miriade di giocatori che hanno fatto una bella carriera a livello professionistico. Parlare della Sef Tempio una delle società sarde più blasonate e assistere alle vicende kafkiane di questi ultimi giorni ha davvero dell'incredibile. Lo fa Amedeo Cassitta,esonerato dopo essere stato uno dei pochi a tenere in piedi la baracca, anche finanziariamente. « Ho vissuto nella scorsa stagione uno dei periodi più belli della mia carriera calcistica – attacca il mister lurese –. Sfiorati i play off per un solo punto,abbiamo iniziato la nuova stagione con la nuova proprietà e le premesse per un'annata straordinaria c'erano tutte, visto i proclami del presidente. Quando mi è stata presentata la relazione inviata all'amministrazione comunale,con il preciso intento di costruire un nuovo stadio da 25 mila posti, hotel annesso, e una rosa da infoltire che fare subito il salto di qualità,credevo di sognare. E non ho mai dubitato del signor Pallotta, neanche quando mi è stato chiesto, in attesa dell'arrivo sul conto societario di un bonifico a cinque zeri,di anticipare 2000 euro per l'iscrizione al torneo. Quel bonifico che doveva farci fare il salto di qualità non è mai arrivato e probabilmente mai arriverà. Il resto è storia recente: non abbiamo mai visto un euro di rimborso, ho anticipato personalmente per far fronte alle spese più varie, ho tenuto un gruppo fantastico sino a dicembre con la speranza che tutto potesse risolversi».
« A dicembre – continua Cassitta ho perso Fantasia, Kozeli e Milia,l'amministrazione comunale visto il susseguirsi degli eventi a precluso l'ingresso allo stadio a Pallotta ed a i pochi dirigenti rimasti al suo fianco ed abbiamo continuato in autogestione il campionato, con l'aiuto dei tifosi. Poi,stanchi di aspettare ed accusati per giunta di scarso attaccamento alla maglia,i ragazzi hanno deciso di mollare.Il giorno dopo ho ricevuto dal presidente l'ennesima chiamata;ho pensato mi dovesse esporre le solite inutili raccomandazioni ed invece mi comunicava l'esonero,per non essere più riuscito,secondi lui a tenere in pugno la squadra. E' un'amarezza infinita – conclude il mister –, una vicenda incredibile con alcuni risvolti positivi:un gruppo di tifosi straordinari,una squadra ed uno staff fantastico ed una maglia che porterò sempre nel cuore».
Enea Selis
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