Hermaea, altalena fra prima e ultima
Volley, la Carraro presenta le prossime due sfide contro Omnia e Lardini
OLBIA. Il capitano tira la volata per la salvezza, senza calcoli e con il senso estetico di chi ama più le geometrie che l'aritmetica. Giulia Carraro, 22 anni da Venezia, leader dell'Hermaea Entu Olbia, sa ragionare con la maturità che travalica i suoi anni. «Non sono brava in matematica e non so quanti punti ci possano mancare per la certezza della salvezza - spiega la palleggiatrice della squadra olbiese nella serie A2 di volley femminile -. Non guardo la classifica ma penso a ogni singola partita. L'importante è vincere, a iniziare da domenica sul campo di Cisterna».
Qualche calcolo per dovere di cronaca segnala che l'Hermaea occupa la quart'ultima posizione in classifica a quota 25, con sette punti di vantaggio sulla zona playout, attualmente una questione tra VolAlto Caserta e Mondovì, ma anche a tre punti da Brescia che la precede in classifica. Le olbiesi del presidente Sarti sono attese da una doppia trasferta particolare: domenica contro l'ultima, Omia Cisterna, e la successiva in casa della capolista Lardini Filottrano. «Può sembrare strano ma ho più paura della partita di domenica contro Cisterna che della sfida alla capolista - spiega la Carraro -. Durante il torneo abbiamo dimostrato che giochiamo meglio con le più forti, quindi credo che sarà più difficile la partita contro Cisterna che la successiva, al di là del valore delle due squadre. La vittoria con Trento ha dimostrato che tecnicamente siamo una buona squadra, capace di giocarsela con tutte, anche contro compagini che sono state costruite per vincere il campionato».
Le montagne russe sono state il paesaggio tecnico dell'Hermaea, con oscillazioni di rendimento micidiali nel campionato e all'interno della stessa partita. Una partenza a razzo, scenari da sorpresa del torneo e poi crolli inaspettati. Fino a un dicembre horror e il ritorno alla vittoria, con l'uscita dalla crisi e la grande partita di domenica scorsa contro la corazzata Trento. «Spesso credo sia stato determinante il fattore psicologico - sottolinea il capitano -. Non mi piace cercare scuse ma credo che la giovane età della rosa comunque abbia inciso in modo rilevante su questi alti e bassi. In certe situazioni di gioco durante le partite le ragazze più esperte sanno leggere meglio i momenti, sanno usare quelle astuzie necessarie a gestire la tensione. Noi spesso veniamo sopraffatte dall'ansia».
Ora sembra che le cose siano tornate a funzionare. «Nell'ultimo mese ci siamo messe sotto e con il lavoro abbiamo saputo dare una svolta al nostro campionato. Le difficoltà ci hanno insegnato a lottare insieme». Il futuro di Giulia Carraro, infine, è ancora da scrivere. «A Olbia sto bene, è una bella città con un clima ideale e un mare stupendo. Se rimarrò qui anche il prossimo anno? Riparliamone a fine campionato». (g.d.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
