È il giorno della Milano-Sanremo, Peter Sagan è l’uomo da battere
MILANO. Ha i piedi ben piantati per terra Peter Sagan, ma punta sempre dritto al cielo quando parla di ciclismo. Il suo palmares, d'altronde, parla per lui. Dopo avere centrato uno storico bis...
MILANO. Ha i piedi ben piantati per terra Peter Sagan, ma punta sempre dritto al cielo quando parla di ciclismo. Il suo palmares, d'altronde, parla per lui. Dopo avere centrato uno storico bis mondiale, il suo nuovo obiettivo è portare quella maglia arcobaleno che indossa con grande orgoglio in trionfo anche su via Roma. Bella sfida. È infatti dal guizzo di Saronni nel 1983 che un campione iridato in carica non riesce a vincere la Milano-Sanremo e Sagan si augura che questa maledizione non possa raggiungere il quarto di secolo. «Non sento alcuna pressione - ammette il fuoriclasse slovacco -. Io sono sempre tra i favoriti, e quindi sono abituato. Sono felice di essere in un momento di forma così speciale, spero che possa durare a lungo a partire da oggi».
Il percorso è quello classico: dopo la scalata del Turchino, dei tre Capi (Mele, Cervo e Berta), della Cipressa, a 9 chilometri dalla fine l'asperità del Poggio (3,7 chilometri, punte fino all'8%). Qui la corsa entra nel vivo, tra gli attacchi degli outsider (Ulissi, Alaphilippe, Boasson Hagen) e dei finisseur (Kwiatkowski, Van Avermaet, Wellens). L'antagonista principale di Sagan sarà Fernando Gaviria.
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