Ionita, gran partita condita dal brivido
Il moldavo ha accusato un fastidio: «Ma mi sono ripreso bene, ora in nazionale»
CAGLIARI. Quando nel primo tempo si è toccato la coscia, il pubblico è ammutolito. Artur Ionita spiega: «Ho avvertito una sensazione strana al flessore della gamba destra. Non ho capito bene cosa fosse ma ho deciso di rientrare proprio per testare il muscolo: è andata bene». La mezzala esce dal campo tra gli applausi. Anche gli inviati lo incoronano come uomo del match: corsa, tecnica, inserimenti e recuperi. Roba che al Cagliari di Rastelli serve, e sarebbe servita, come il pane. Il numero 21, classe '90 di Chisinau, taglia corto: «Sono molto contento del pareggio, potevamo anche vincere. Ma c'è da fare i complimenti ai miei compagni: sono stati bravissimi. Sono solo uno del gruppo, quel che conta è la squadra: completa e solida». Umiltà e applicazione. «Abbiamo raccolto contro una grande squadra come la Lazio un risultato molto importante: il giusto premio per il lavoro che il mister ci ha fatto fare in settimana». Ionita torna sul suo lungo stop: frattura al perone al Dall'Ara di Bologna: «Ho aspettato, ce l'ho fatta, ma non è facile rientrare dopo cinque mesi. Ci sono stati giorni in cui è stato davvero difficile anche allenarmi, serve tanta pazienza». Come quella mostrata ieri. «Rammarico o soddisfazione? Noi partiamo sempre per vincere. Stavolta ci accontentiamo del pareggio: contro un grande avversario, abbiamo tenuto la porta inviolata e rischiato di vincere con almeno tre palle gol». Inevitabile il passo indietro agli ultimi due match con due club di vertice come Inter e Fiorentina: «Nel primo tempo contro l'Inter abbiamo dimostrato di potercela giocare a testa alta. A Firenze siamo stati molto sfortunati: la palla gol di Sau e quella di Barella potevano farci vincere. Ma è andata così. Mancano le mie reti? Arriveranno, adesso pensiamo alla trasferta di Palermo». Dopo la sosta ci sono i siciliani dell'ex Lopez. «Quale voto mi darei? Ci pensa il mister e voi giornalisti, io come i miei compagni devo concentrarmi in allenamento per guadagnarmi il posto la domenica». Intanto, Artur va a giocare con la Moldavia. «Giocare per il mio paese è sempre un grande onore. Vado in nazionale orgoglioso di esserci».
Ma. Fr.
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