Mea culpa del mister: «Ho le spalle larghe prendetevela con me»
L’allenatore della squadra sassarese difende le scelte e guarda avanti: «Credo nella salvezza e nei ragazzi»
SASSARI. «Un disastro, non ci voleva proprio e mi assumo la piena responsabilità». Il guaio è grosso e Pedro Pasculli non fa giri di parole, guarda negli occhi gli interlocutori e va dritto al cuore dei problemi rossoblù, con volto triste e concetti precisi. «Dopo una simile sconfitta è giusto che sia l'allenatore a sentirsi il primo colpevole. Mi dispiace infinitamente, soprattutto per i tifosi. So cosa significa la Torres per loro e se la prendano pure con me ma devono restare sempre vicini alla squadra, che lotterà fino all'ultimo secondo di questo campionato. Io ho le spalle larghe – ribadisce il mister – per sostenere il peso di questa difficile situazione e no, non mi sento in discussione e credo tantissimo nella possibilità di evitare la retrocessione. Non possiamo deludere questa città e questi tifosi».
Pasculli sottolinea spesso di non sentire a rischio la panchina, rassicurato anche dal team manager che gli siede accanto. Il tecnico sudamericano resta in sella, benchè colpito duramente nel morale, al di là delle parole intrise di fiducia, da una gara chiusa in disfatta. «Il risultato è pesante, ma nel primo tempo siamo andati meglio noi dei laziali. Abbiamo giocato alla pari con avversari d'alta classifica, che con mezzo tiro sono andati in vantaggio. Noi invece non siamo riusciti a concretizzare neppure una delle nostre occasioni, segnare è sempre un grande problema. E poi la solita sfortuna e l'espulsione di Accardo hanno complicato ancora di più una partita che dopo il raddoppio degli ospiti era ormai segnata. Sono davvero dispiaciuto per come è andata, non sono però deluso dai ragazzi che giocano sempre col cuore e ce la mettono tutta. Ma l'impegno non basta per sopperire all'inesperienza».
Il tecnico ricorda una volta di più il clima di improvvisazione vissuto in questa stagione. «La società ha costruito il gruppo come poteva, senza un'adeguata preparazione atletica, senza affiatamento tra ragazzi che si conoscono poco e le ingenuità della giovane età si finisce per pagarla cara in classifica». Tanti e gravi gli errori su cui poggia questa disgraziata annata, poi ci sono anche scelte tecniche che suscitano perplessità, come tenere l'unica punta vera (Mucili) in panchina. L'allenatore torresino motiva così: «Era una soluzione obbligata dall'impiego dei fuoriquota e penso di aver schierato la migliore formazione possibile, tenendo conto anche di quanto visto in allenamento».
Soddisfatto il mister ospite Alfonso Greco: «Mi aspettavo una Torres capace di crearci più difficoltà e sono rimasto colpito da un pubblico straordinario».
Sandra Usai
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