Dopo Le Mans, altro team da corsa a Montecarlo
I monegaschi sono però più forti della squadra eliminata agli ottavi: solo cinque sconfitte in stagione
SASSARI. Il Monaco è una squadra che ama correre, correre e correre, come il Tom Hanks dell'holliwoodiano “Forrest Gump”, ma più veloce e con una determinazione da allarme rosso. Solo 5 sconfitte fra regular season e coppe in tutta la stagione, primato solitario nella Lega francese con ampio vantaggio sulle inseguitrici, prima nel gruppo A di Champions, qualificazione diretta per le Round of 16 ed eliminazione dello spauracchio Aek. Il Monaco di coach Mitrovic è in gas da inizio stagione, ha trovato l'equilibrio e sta viaggiando in accelerazione costante. In patria i monegaschi viaggiano spediti: sabato nel big match con lo Chalon, secondo, hanno vinto 81-72 catturando 50 rimbalzi, 27 punti per Outtara.
La capacità di spingere in transizione e la pressione difensiva sono le armi del Monaco, che non ha un gran sistema di gioco, sfrutta spesso l'uno contro uno ma è team molto atletico e lo dimostra ogni volta che ne ha occasione. Giocatori complementari in ogni ruolo e gregari che possono svoltare la partita, con la talentuosa guardia-ala Shuler (Mvp della coppa francese 2016) a indossare la canotta di pericolo numero uno, sul perimetro e in avvicinamento. Senza dimenticare Bost, Usa passaportato bulgaro in uscita dalla panchina, più realizzatore che creatore di gioco, rapido, può prendere un tiro da 10 metri e spaccare il match.
Il regista è Wright, buona applicazione difensiva e spiccata propensione ad attaccare il ferro: grande esperienza, ha già affrontato Sassari col Bamberg. Mani fatate, bagaglio tecnico di spessore e manuale del gioco sempre sotto braccio per il lungo Caner-Medley; atletismo spinto all'estremo per Fofana, fisico filiforme e leve lunghissime che ne fanno piovra d'area colorata. Vecchia conoscenza d'Italia è il lungo Davies (ex Philadelphia 76ers e Varese), utilizzato da 4 e 5, atleta tecnico cui piace attaccare partendo da lontano.
Occhio al tiratore Galdys, letale se ha spazio quando riceve in transizione sull'arco. A chiudere il roster transalpino Outtara, nazionale francese solitamente in starting five; Aboudou – avversario del Banco in Eurocup con Chalon –, elemento dal dirompente impatto fisico; e Sy, esperto franco-senegalese. Probabilmente, dopo il Besiktas, si tratta della formazione più forte incontrata dalla Dinamo in Champions.
Giovanni Dessole
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