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Sanna si dimette dalla presidenza Fidal

di Antonello Palmas
Sanna si dimette dalla presidenza Fidal

«La gestione del “Siddi” ha dei costi che abbiamo diviso in maniera equa». Ma due club contestano l’aumento delle tariffe

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SASSARI. È durata poco più di tre mesi l’avventura del neo presidente Sebastiano Sanna alla guida del comitato provinciale sassarese della Fidal: il primo dirigente si è già dimesso a causa del disaccordo di due club sull’aumnto delle tariffe per la gestione dello Stadio dei Pini intitolato “Tonino Siddi” da poche settimane riaperto dopo lo stop di 9 mesi per il rifacimento della pista.

«Quando a novembre questo gruppo si candidò – spiega Sanna – si pose come obiettivo principale la promozione dell’atletica epassando poer la fine dell’impasse del “Siddi”. Questo presupponeva che che non ci fossero personalismi da parte delle società. Dal 6 marzo, dopo la riapertura, abbiamo analizzato la situazione e valutato che servono 2000 euro al mese (20.000 sino a fine 2017) per garantire la normale gestione: pulizia, taglio erba, ripristino luci). Ci siamo posti il problema di ripartire i costi in modo da pesare il meno possibile sulle società e in maniera proporzionale ai tesserati».

Sinora tutti i club pagavano praticamente uno quota flat che andava dai 275 ai 325 euro annui. «Il 23 marzo abbiamo approvato in comitato il progetto di un contributo che va dai 400 euro per le società più piccole, 7-8 elementi, ai 2.400 per le più grosse, quelle fino a 120 atleti – spiega Sanna –, riuscendo a smussare le divergenze interne. Quindi abbiamo portato in assemblea la decisione, che non presupponeva un’approvazione, ma i rappresentanti di Ichnos e Cus Sassari hanno manifestato contrarietà affermando che il comitato provinciale non può decidere sulle cifre». Per Sanna le dimissioni sono state la naturale conseguenza: «È come un autista cui viene contestato continuamente dai passeggeri il metodo di guida. La discussione è ben accetta, ma così il mandato non può andare avanti».

E ora? «Sabato ci sarà una riunione del comitato regionale che deciderà se accogliere o meno le dimissioni». Se non le accogliesse? «Chiederei di capire quale sia il mio mandato, se posso... guidare l'autobus o mi devo fermare ogni due chilometri per discutere sulla velocità. Siamo tutti sullo stesso mezzo, io non prendo una lira e non devo pure litigare». Le dimissioni sono state prese a malincuore: «Sì, è durata davvero poco, ma sono orgoglioso perché in questi tre mesi c’è stata la riapertura del “Siddi” e si è migliorato in parecchie cose, ad esempio regolarizzando l’affidamento delle pulizie (prima effettuate in maniera occasionale), della sorveglianza-apertura (coinvolti i barracelli), degli sfalci (il campo deve essere all’altezza della nuova pista). Le società si devono rendere conto che possono avere solo benefici dal maggior decoro». Eppure solo qualche settimana fa appariva ottimista: «I problemi sono sorti negli ultimi 10-15 giorni. Credevo di poter essere libero di lavorare. Prendo atto che evidentemente qualcuno ritiene di avere la bacchetta magica per risolvere la questione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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