Applausi e amarezza Meo: già dimenticato dalla mia ex società
«Non una parola su di me nella rivista, come se non ci fossi» Sull’accoglienza del pubblico: «Ho lasciato un buon ricordo»
SASSARI. «Gran terzo quarto della Dinamo, grande ultimo quarto nostro. Per il resto ho poco altro da dire». Ma in realtà quel “poco” espresso dal grande ex Meo Sacchetti si rivelerà pieno di significati. Il protagonista del giorno inizia con un sospiro la conferenza stampa del dopo gara. Big Meo sarà anche uno di poche parole, ma quelle poche le ha usate come un coltello nei confronti della sua ex società, dalla quale emanava una freddezza imbarazzante che faceva a pugni col calore del PalaSerradimigni.
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«Per come si era messa la partita e per come l’avevamo ripresa speravo in un finale diverso, ma alla fine chi vince ha sempre ragione» dice subito. E sull’accoglienza per la sua prima volta a Sassari da avversario: «Beh, l’emozione sicuramente è stata tanta, si vede che ho lasciato un buon ricordo, e di “quel qualcosa” attaccato al soffitto (si riferisce agli stendardi dei trofei vinti, ndc) mi sento partecipe. Poi quando inizia alla partita uno pensa solo al gioco e tutto termina. Mi hanno chiamato in tanti per chiedermi che accoglienza mi attendevo. Ho detto: un applauso me lo faranno...».
Quello che forse si aspettava era un riconoscimento pubblico da parte della società di casa: «Questo non lo so. Però – sottolinea senza mezze parole – ho dato uno sguardo alla rivista che viene distribuita dalla Dinamo in occasione delle partite e dentro non ci ho trovato nemmeno una parola su di me, come se io non ci fossi. Questa cosa mi è parsa un po’ strana, onestamente. Non sembrava che giocasse l’Enel Brindisi dell’ex allenatore. E va bene... Bisogna dimenticare in fretta. Qualcuno ha dimenticato e anche io cercherò di dimenticare». Gelo.
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«La Dinamo ha fatto pochissimo canestro nel secondo quarto e non poteva continuare così, e infatti nella terza frazione sono usciti fuori bene, ma nell’ultimo la mia squadra è andata molto bene. Alla fine un canestro, un tiro libero che entra oppure no. Il basket è così. Rispetto alla partita d’andata ho incontrato una squadra diversa, con Lawal più amalgamato e con Bell e Lighty in più».
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In risposta a chi gli fa notare che forse ci si attendeva di più da Samuels, taglia corto «Eh, non ha giocato bene». Per questo motivo Brindisi si è affidata anche più del solito al tiro da tre che pure è nelle sue caratteristiche: «Sì, abbiamo avuto pochissimo dai lunghi nel primo tempo, loro erano pronti per raddoppiare Samuels e abbiamo perso qualche palla di troppo. Ma non posso dire nulla sotto l’aspetto del carattere, con un recupero così i ragazzi hanno dimostrato di avere qualcosa, poi logico che le gare possano girare in un modo o nell’altro». Dove possono arrivare Sassari e Brindisi? «Ora siamo a -4 da loro, può succedere di tutto per entrambe». E lunedì (oggi, ndc)? «Vado a mangiarmi due spaghetti ai ricci».
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