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«Da domani torno a tifare per Sassari»

«Da domani torno a tifare per Sassari»

Il Meo-day fra applausi, abbracci e il saluto speciale dedicato a Susanna Campus

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SASSARI. Si affaccia al tunnel che porta alla locker room ospiti e guarda davanti a lui quella che, per oltre sei stagioni, è stata la porta di casa sua, del suo spogliatoio. Indossa una felpa, non entra sul parquet, osserva Brindisi scaldarsi. Sta lì Meo Sacchetti, a bordo campo, e sorride. È una settimana ormai che il suo ricordo aleggia su Sassari e l'Isola della palla arancio: un ricordo positivo, e non potrebbe essere altrimenti, perché solo lui a Sassari ha osato dove osano le aquile.

Una la regola: sino alla palla a due onore al Romeo coach del triplete, poi solo forza Dinamo. La pioggia del mattino copre l'eco del primo vero passo da ex al palazzetto. Ma l'appuntamento è rimandato al pomeriggio. In tanti gli si avvicinano per salutarlo. Scherza con Paride, il custode. Lo salutano i suoi ex ragazzi. E Brian, suo figlio: «Ci siamo sentiti sabato mattina e in settimana - afferma il numero 14 biancoblù -. Non è la prima volta che me lo trovo contro, ma questa ha un sapore particolare. Sono contento dell'affetto che le persone gli hanno dimostrato». Meo gli "estorce" un bacio sulla guancia, telecamere e macchine fotografiche immortalano il momento. Alle 17,30 in punto supera il limite che lo separa dal campo, lo attraversa fra gli applausi dei primi supporter. Poi circumnaviga il rettangolo da gioco, raggiunge Susanna Campus e le dice: «Mantengo sempre le promesse. Da domani torno a tifare anche Sassari, oggi tifo solo Brindisi» e poco dopo ripete il percorso assieme a Goss che firma e consegna una canotta Enel alla tifosa numero uno della Dinamo. Quindi va a sedersi sulla panchina a lato della gradinata D, prospettiva sicuramente strana, diversa.

Il cronometro corre verso le 18,15. Meo cambia look e indossa la giacca. Lo speaker presenta le squadre, su Brindisi piovono fischi. Poi tocca al gigante di Altamura. Prima dello spegnersi delle luci è ovazione, con striscioni esposti in tribuna B "Un coach, un padre, un amico, grazie per le grand emozioni" e in settore D: "Dalla A2 allo scudetto, Sassari non dimentica. Grazie Meo". Parte il coro "Meo, Meo". Si asciuga il sudore dalla fronte, accarezza il baffo, sta a sedere per 3', poi si alza e resta in piedi. Chiede corsa e tiro a un Brindisi che gioca una partita da montagne russe fra abissi e incredibili rimonte per un finale mai scontato. Tutto come sempre. Solo che lui, stavolta, gioca per gli altri. Alla fine la gara la perde, all'ultimo tiro. All'ultimo secondo. In sala stampa ringrazia il pubblico e graffia la sociètà. Va via ma all'ingresso del palazzetto i tifosi lo avvolgono. Stima immutata, arrivederci.

Giovanni Dessole

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