Il debutto di Tueto: «Ci salveremo»
«Spero di fare presto il primo gol, non possiamo deludere il popolo rossoblù»
SASSARI. Partita di lotta e di cuore per reggere l'urto con la capolista in un derby che, con tutti i suoi limiti e le difficoltà, la Torres ha perfino "rischiato" di vincere. «Gara difficile, molto fisica, e un buon risultato, che ci fa andare avanti con fiducia. Questa squadra ha tutto per salvarsi». Lo dice l'ultimo arrivato, il camerunense Yannick Tueto Fotso, che si presenta così: «Ho giocato nel mio ruolo di attaccante centrale ma mi piace anche agire da esterno e aiutare i compagni, non solo fare gol. Per me è stato un buon esordio con questa maglia». Promette che segnerà presto, intanto Yannick spera «di fare in Sardegna una bella esperienza, anche in campo si sente la città vicina alla squadra e bisogna dare tutto in queste ultime partite, non si può deludere il popolo rossoblù». Da pochissimi giorni torresino, il diciottenne di Duala (da 4 anni in Italia) usa proprio la parola "popolo" parlando dei tifosi, dimostrando di aver subito capito l'attaccamento dei sassaresi ai suoi colori. «E' grandioso, trasmette a chi gioca una voglia speciale, ci può spingere verso il nostro obiettivo». Rossoblù da sempre è invece un altro diciottenne del gruppo, il sassaresissimo Edoardo Casu che in difesa se l'è cavata bene di fronte alla prima della classe. «E' stato un pomeriggio... impegnativo, abbiamo affrontato avversari davvero forti e non potevamo permetterci un passo falso. Ci abbiamo messo tutto il cuore che potevamo, non volevamo perdere questo derby e abbiamo pure sfiorato la vittoria. Secondo me c'era un rigore su Balla nell'ultima azione, comunque abbiamo dimostrato di esserci. Da sassarese – prosegue il giovane difensore – ci tengo tanto alla salvezza, la Torres non vuole retrocedere e lotterà fino all'ultimo. C'è grande fiducia dopo la svegliata che ci ha dato il nuovo mister». Stuzzicato sulla tifoseria, Edoardo confessa la sua emozione: «Da bambino andavo in curva ed era bello applaudire i giocatori che ci venivano a salutare a fine partita, ora sono dall'altra parte e mi sembra incredibile. Motivo in più per mettercela tutta».
Sandra Usai
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