Il presidente: «Siamo vivi e lo dimostreremo»
Marino scuote tutti: «Anche i sostenitori soffrono, ma faremo vedere chi siamo. Credo nei giocatori»
OLBIA. Davanti alla tempesta, anche l'aplomb lascia spazio alla grinta. Il presidente dell'Olbia, Alessandro Marino, non è uno che si tiri indietro davanti alle difficoltà. Lo ha dimostrato in passato e la conferma è arrivata anche ieri mattina, quando si è presentato in campo accanto ai suoi giocatori e li ha guardati negli occhi. Gli stessi che, come ha rivelato mister Tiribocchi a fine partita, si erano riempiti di lacrime dopo una sconfitta ancor più dolorosa, perché arrivata al termine di un'ottima prestazione. Se la squadra troverà un quarto della grinta di Marino, l'Olbia sarà già sulla buona strada.
«Sento la vicinanza della città che sta soffrendo con noi e di tutti quei tifosi che, in modi diversi, stanno mostrando grande attaccamento alla squadra - sottolinea Marino -. A loro, che fanno capire di avere a cuore le sorti dell'Olbia, assicuro che l'impegno della società è e sarà sempre massimo. Ma lo assicuro anche a coloro che stanno sperando nelle disavventure della squadra e stanno celebrando il nostro funerale. Riceveranno una brutta sorpresa perché siamo vivi e lo dimostreremo». Un attacco a quelle parti di ambiente olbiese che spesso criticano la squadra senza averla mai vista giocare, trovando campo facile nella serie negativa che ha portato l'Olbia a un passo dal baratro. Il messaggio del presidente è chiaro, anche se qualche ingranaggio si è comunque improvvisamente inceppato. L'impressione è che il mercato di riparazione abbia già dato per scontata la salvezza, puntando su prospetti giovani e futuribili. Ma anche la partita di sabato, con Miceli nel ruolo di ex, ha dimostrato come almeno la cessione del difensore centrale e capitano sia stata un po' affrettata. C'è poi il caso Ricci, il portiere ex Livorno diventato il principale imputato per una difesa che incassa gol a raffica: 24 nelle ultime dieci partite. Ma il messaggio è quello dei nervi saldi, in vista delle due trasferte in casa di Prato e Racing Roma in cui ci si gioca una stagione. «C'è delusione, c'è dispiacere ma c'è soprattutto rabbia per la partita di sabato con la Viterbese - conferma Marino -. Le difficoltà ci sono e vanno superate, ma ho fiducia nei giocatoriperché ne conosco i valori morali e tecnici. La riprova l'ho avuta vedendoli reagire in campo dopo il 5-0 con il Tuttocuoio e di nuovo oggi (ieri, ndr) guardandoli dritto negli occhi». Parole che vogliono responsabilizzare, ma anche sottolineare l'impegno dei giocatori, i veri protagonisti del gioco del calcio. Anche mettendo dietro uno schermo protettivo Simone Tiribocchi, chiamato ad allenare la squadra in un momento di difficoltà e reduce da un solo punto in quattro partite. Ma appaiono premature le voci di un possibile ritorno in panchina di Mignani, ancora sotto contratto con l'Olbia, nell'ipotesi più nefasta di una nuova sconfitta in casa del Prato. (g.d.m.)
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