L’Arzachena non si nasconde: puntiamo alla C
Il ds Antonello Zucchi racconta il miracolo della squadra smeraldina e fa il punto sul campionato
SASSARI. A cinque giornate dalla fine del campionato l’Arzachena continua a guidare, in condominio con il Rieti, la classifica del girone G della serie D. Un miracolo? Lo abbiamo chiesto al direttore sportivo Antonello Zucchi, uno dei protagonisti (anche se da dietro le quinte) della cavalcata vincente.
Vi aspettavate di essere così in alto a questo punto della stagione?
«Abbiamo disputato un campionato straordinario. Sicuramente a di sopra delle aspettative. Però non parlerei di miracolo, ma di programmazione e di un gruppo di uomici veri. Il segreto e tutto qui».
L’Arzachena è una grande squadra e lo ha fatto vedere anche domenica a Sassari. A questo punto...
«A questo punto bisogna crederci. La squadra non era costruita per vincere il campionato ma per fare bene. Stiamo andando fortissimo e a cinque gare dalla fine proveremo a vincerle tutte».
Il segreto di questa Arzachena?
«Le vittorie non arrivano mai per caso ma vanno programmate. Noi abbiamo un gruppo solido costruito negli anni e su quello abbiamo lavorato con innesti mirati e di qualità. Abbiamo otto o nove ragazzi che hanno già giocato assieme negli anni scorsi e abbiamo cominciato la stagione con un’ossatura più che collaudata. Poi c’è il valore dei singoli e c’è un signore del calcio come Mauro Giorico in panchina. Tutte queste cose ci hanno portato dove siamo».
Un giudizio sul mister?
«L’ho già detto. Giorico è un grande. Un uomo di una trasparenza unica e di una onestà intellettuale rara. Lavoriamo insieme da tre anni e non abbiamo mai avuto problemi».
Ha detto che l’Arzachena non è stata costruita per vincere. Che cosa vi manca?
«Non abbiamo un organico largo come quello del Rieti o delle altre big. E questo, forse, ci un po’ penalizzato prima della sosta per le feste di fine anno. Però va benissimo così».
Mancano cinque partite alla fine della stagione. L’ostacolo che teme di più?
«Il derby con la Nuorese a Nuoro. Però non dobbiamo illuderci sul fatto che le altre siamo una passeggiata. A cominciare da quella di domenica in casa contro il Flamina. Bisognerà tenere la guardia alta».
Domenica avete incontrato la Torres. Si salverà?
«Credo di sì e me lo auguro per la città e per i suoi tifosi. Domenica è stata una bella festa di sport e approfitto della Nuova per ringraziare i nostri supporter che ci hanno seguito numerosi e caldissimi».
Purtroppo retrocederanno due squadre sarde.
«Vedo male il Muravera mentre Lanusei e Latte Dolce sono quasi fuori dai guai. Torres e San Teodoro si giocheranno la salvezza ai playout».
La C è un bel salto.
«Sicuramente. Però Arzachena è una cittadina dove si può lavorare bene, in un ambiente sano e in una società che, comunque vada, ha già vinto il suo campionato».
Antonio Ledà
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