Col Torino il Cagliari cerca un finale di campionato a tutto gas
I rossoblù hanno 35 punti e il tredicesimo posto in classifica prima di Bologna, Sassuolo, Genoa, Empoli e le tre quasi spacciate, Crotone, Palermo e Pescara
CAGLIARI. Trentacinque punti, tredicesimo posto in classifica prima di Bologna, Sassuolo, Genoa, Empoli e le tre quasi spacciate, Crotone, Palermo e Pescara. Con otto gare da giocare, cinque in casa (Torino, Chievo, Pescara, Empoli e Milan) mica male per una neopromossa. Il Cagliari di Massimo Rastelli mette in fila i numeri: impietosi nel tornar su come i turaccioli di sughero spinti a forza sotto l’acqua.
Il 3-1 rifilato al Palermo di Lopez e Fini, indimenticati in città ma capitati al momento sbagliato sotto le grinfie di Ionita&Co, è la sintesi di una squadra sorniona, capace di riabilitarsi mentalmente, fisicamente e per qualità di gioco dopo un primo tempo opaco. La terza rimonta su tre vittorie in trasferta (2-1 con l’Inter, 2-1 a Crotone) è eloquente. Si accusava la squadra di non avere freschezza atletica e di pagare dazio in coda al match: allo stadio “Renzo Barbera” - come al Sant’Elia con la Lazio quarta in classifica: gara finita 0-0 con Padoin che si divora il gol partita sui titoli di coda - un’altra smentita.
Salvezza e dintorni. Con il Toro di Mihajlovic Rastelli e i suoi cercano continuità e rivincita: all’andata (Sau, Borriello e Melchiorri assieme, alla faccia dei ct che parlano di un Cagliari poco offensivo: poi, se prendi gol dopo 2’, e il 2-0 al 10’, giochi in dieci dal 13’ della ripresa, c’è poco da fare) finì male. Ma ora la musica è diversa. Con 18 punti sulla terzultima (Crotone) e incrociando le dita, con il successo sui granata - più vittoria dell’Inter a Crotone e Milan che pareggia con il Palermo, la A è matematica. Anche perché con i calabresi e i siciliani il Cagliari ha a favore gli scontri diretti. In breve, lo scudetto delle medio-piccole a sette turni dalla fine. E prosegue la caccia al decimo posto.
Riequilibrio e solidità. Rafael e soci a marzo hanno segnato quattro gol e ne hanno presi sette: cinque dall’Inter. Che sette giorni dopo ne ha dato sette all’Atalanta delle meraviglie di Gasperini. Il segnale su solidità difensiva e squadra messa al top in campo viene ribadito anche dal 3-1 di Palermo. I siciliani hanno beccato in casa 4 gol dal Torino (17 ottobre). Per il resto, le uniche ad aver segnato 3 reti al “Barbera” sono state Napoli (10 settembre), Udinese (27 ottobre) e Roma (12 marzo).
Re bomber. Tredici gol in campionato, quattro in Coppa Italia, firmati da Marco Borriello. La punta accelera: salutate a quota 90 le leggende Gianfranco Zola e Marco Van Basten, oltre allo juventino Higuain, raggiunto a quota 92 Hamsyk, l’attaccante napoletano fiuta le sue annate top: Genoa (19 reti) e Milan (14). Ma non solo. Nell’immediato punta gli ex Domenghini e Muzzi, con Bacci e Valentino Mazzola a 93. A quota 100 c’è Pierino Prati. A 101 Pietro Paolo Virdis. E Bobo Vieri che paga scommessa e vacanze al bomber del Cagliari? Sta a quota 142, con Di Vaio, Lorenzi e Pulici. Borriello ha 123 reti in carriera. E ha siglato un terzo dei gol rossoblù: 13 su 39.
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