North Carolina non perdona Fois e la sua Gonzaga ko in finale
SASSARI. North Carolina vendica la sconfitta dell’anno scorso contro Vilanova e conquista il suo sesto titolo Ncaa battendo 71-65 Gonzaga nella finalissima disputata a Phoenix, in Arizona, di fronte...
SASSARI. North Carolina vendica la sconfitta dell’anno scorso contro Vilanova e conquista il suo sesto titolo Ncaa battendo 71-65 Gonzaga nella finalissima disputata a Phoenix, in Arizona, di fronte a oltre 70mila spettatori. Decisivo per i Tar Heels il parziale di 8-0 piazzato nei due minuti finali di partita. Il miglior realizzatore della gara è stato Joel Berry con 22 punti. Inutili per i Bulldogs i 15 punti di Nigel Williams-Goss.
Si chiude dunque a un solo passo dalla gloria la grande cavalcata di Gonzaga e del giovane tecnico olbiese Riccardo Fois, che da tre anni fa parte dello staff tecnico dei Bulldogs, guidato da coach Mark Few. Una stagione da incorniciare, con l’ingresso alle Final Four Ncaa ottenuto per la prima volta nella storia dell’università con sede a Spokane, nello Stato di Washington. Sabato la vittoria in semifinale contro South Carolina (77-73) dopo esser stati avanti anche di 14 punti. I Tar Heels in semifinale l’avevano invece spuntata per un solo punto, 77-76, contro Oregon.
Per Gonzaga il titolo Ncaa è svanito letteralmente solo negli ultimi giri di lancette: a 1’20” dalla sirena i Bulldogs erano avanti di 2 punti ma poi si sono bloccati e hanno subito il rush finale di North Carolina.
«Abbiamo giocato alla pari con North Carolina – ha detto Fois nel dopogara –, abbiamo fatto tutte le cose che ci eravamo ripromessi di fare, abbiamo vinto la battaglia a rimbalzo e siamo riusciti a limitare la loro transizione. Abbiamo però sofferto molto la loro difesa estremamente fisica e questo ci ha procurato tante palle perse. Alla fine loro sono stati più bravi di noi. Abbiamo vissuto un’annata incredibile e questo nessuno potrà mai cancellarlo, abbiamo vissuto con grande normalità la nostra grande stagione, con 29 gare vinte di fila e l’accesso alla Final Four. Ma la delusione c’è, perché vincere una finale è diverso dal perderla».
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