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Brian è sicuro: «Adesso viene il bello»

dall’inviato
Brian è sicuro: «Adesso viene il bello»

Sacchetti ha sfiorato la doppia doppia ed è stato decisivo nel successo di sabato della Dinamo sul parquet di Trento

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TRENTO. Il piacere di riscoprirsi uomo chiave, il gusto di essere protagonista su entrambi i lati del campo, tosto da marcare e tostissimo in marcatura. Brian Sacchetti sta tornando, anzi è già tornato, e sulla vittoria di sabato sera a Trento c’è in calce la sua firma. «Ma secondo me non è una questione di forma fisica – dice l’ala di Moncalieri, al settimo anno di fila con la maglia della Dinamo –. Stavo bene anche nelle scorse settimane ma a volte le partite girano in un certo modo, altre volte in un altro. Il mio impegno è sempre massimo, su questo non ci piove».

Al PalaTrento Sacchetti junior è stato un giocatore chiave a livello tattico, insieme a Lydeka, ma anche il prodotto finale è stato di prima qualità: 32 minuti in campo, 10 rimbalzi, 9 punti con 2/5 da oltre i 6,75 (sua la tripla del 52-57 che ha dato il la al break decisivo), 22 di valutazione e un plus/minus pari a 13, superato soltanto dal totem Lydeka (+17). I 10 rimbalzi significano top in carriera eguagliato dopo quelli conquistati lo scorso anno a Caserta, ma quest’anno gli era capitato anche di catturarne 9, a Capo d’Orlando, la prossima avversaria.

«È stata una partita davvero tiratissima – sottolinea il numero 14 biancoblù –. A noi mancava Lacey, loro avevano appena perso due pedine importanti come Baldi Rossi e Marble. Sapevamo che avrebbero messo subito la gara sul piano dell’energia e dell’aggressività. Noi tutto sommato abbiamo giocato una gara attenta, con qualche passaggio a vuoto ma non importante: non a caso non siamo mai scesi sotto i 3 punti di scarto. Quest’anno ci è capitato varie volte di vincere partite tirate e complicate come questa, ma vincere una gara così importante in trasferta fa molto bene al morale e ci da tanta fiducia».

L’assenza di Lacey ha modificato i piani del Banco. «Ci siamo sentiti tutti più responsabilizzati – conferma Sacchetti –. L’abbiamo vinta a livello tattico, perché abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi ma abbiamo continuato a restare concentrati su quel tipo di difesa che ci serviva, senza andare fuori giri. La mia partita? Sono soddisfatto, io ho un ruolo particolare in questa squadra, non ho giochi per me e non devo essere per forza protagonista. Ma cerco di ritagliarmi il mio spazio e di fare qualcosa di utile alla squadra».

La classifica ora sorride, ma ha senso guardarla? «Sì e no, nel senso che bisogna darle il giusto peso senza perdere di vista l’impegno successivo. Secondo me ora viene il bello – conclude Sacchetti –, ma anche con Capo d’Orlando sarà una battaglia. Prepariamoci». (a.si.)

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