La sabbia olbiese premia i superman cechi
Terzo posto per la nazionale italiana Ocr nella staffetta per nazioni. Grande pubblico sulla spiaggia di Pittulongu
INVIATO A OLBIA. Ha vinto l’inarrivabile Repubblica Ceca, un quartetto di veri superatleti, l’Italia si è piazzata terza dietro la Francia e davanti alla Spagna. Ma ciò che conta è che Shardana Challenge, la massacrante corsa Ocr a staffetta è stata una piacevolissima scoperta, richiamando migliaia di persone sulla spiaggia di Pittulongu scelta dagli organizzatori sassaresi della Mudder Inside e dal brand Mirtò, con il supporto della Fiocr (Federazione italiana della obstacle course race, corsa con ostacoli).
Per un giorno l’intera zona è diventata un percorso che si sviluppava per 8 chilometri con partenza e arrivo sulla sabbia della località olbiese, un percorso costellato di temibili prove da superare: muri, uno particolarmente alto, ostacoli sospesi, palet da spostare, tratti in mare e in una apposita piscina. E il meteo ha regalato una giornata calda ma ventilata che ha favorito l’afflusso di curiosi e sportivi. Stupiva la freschezza degli atleti all’arrivo, alcuni hanno fatto addirittura esercizi o corse defatiganti dopo un’impresa che ai più appare titanica.
La competizione più attesa era la staffetta riservata a quattro nazionali, che ha visto trionfare come si immaginava la poderosa formazione della Repubblica Ceca: Kucomova, Vesela, Satinsky e Tvrdik hanno completato il percorso il 2h55’51” e si sono aggiudicati l’assegno da cinquemila euro in palio. Al secondo posto i francesi Girod, Maillot, Guillot e Rezzonico in 3h12’48”; terza l’Italia con Paltrinieri, Poletti, Coletta e Tonnicchi in 3h21’02”, selezionati da Maurizio Bevolo; quarta la Spagna con Arazola, Parra, Gonzales e Sanchez in 3h33’12”.
Per quanto riguarda le frazioni individuali, le prime quattro posizioni sono occupate da donne. La formidabile ceca Petra Vesela, bionda, sorridente e bella, divenuta subito la beniamina del pubblico, ha fatto registrare il tempo migliore (52’02”), davanti a Kelly Maillot (Francia, 52’45”) e all’italiana Ilaria Paltrinieri (56’34”). Quest’ultima rientrava dopo sei mesi di stop per problemi al ginocchi: «Sono contentissima, è già un bel traguardo esserci – commenta Ilaria – e poi ho fatto praticamente tutta la gara con le prime due. Sfortunatamente ho perso un po' di tempo agli ostacoli del grip ma mi consola il fatto che ho visto in difficoltà anche l’ atleta ceca che ha ottenuto la benda sia agli europei che ai mondiali. Mi sono detta: beh, allora è umana anche lei. Ho fatto il muro e so che qualcuno non ce l'aveva fatta. Ho rotto il ghiaccio».
«Ce l'ho messa tutta, di più non potevo fare – dice Federico Tonnicchi – , è stata una vera Ocr, non si scherzava. La parte più difficile per me è risultata il trasporto dei sacchi su una salita ripidissima, essendo leggero ho sofferto soprattutto in discesa, mi sbilanciava e ho perso più di un minuto rispetto a un avversario spagnolo. Altra difficoltà è stata saltare il muro, ho perso 30 secondi perché siamo abituati a darci la spinta su terriccio o asfalto e su sabbia è tutta un'altra cosa».
Federica Poletti, terza in staffetta: «Il primo muro è andato, il secondo era più alto e ho preso la penalità, ho avuto difficoltà sui bancali, dieci viaggi in cui ho perso tempo. Ho provato e recuperare con la corsa dando tutta me stessa, mi sono ritrovata terza e ho spinto. È andata meglio di quanto sperassi, ero molto in ansia». E il quarto italiano, Alessandro Coletta, ha gareggiato con un dito bendato a causa di un infortunio.
Una vera festa dello sport, come testimoniato dagli abbracci sinceri tra avversari, come se si corresse tutti per uno stesso obiettivo. Dimostrare prima a se stessi che agli altri che ce la puoi fare.
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